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Sport e auto

05/09/2017

69° Gran Premio Continentale. Trofeo QN il Resto del Carlino QS


Articolo e foto di: Redazione



Bologna ed il suo ippodromo si candidano a capitali del trotto internazionale grazie ad una edizione dall’elevato impatto tecnico della prova faro della programmazione felsinea, il 69° Gran Premio Continentale, appuntamento d’imperdibile importanza per le ambizioni di un trottatore di quattro anni. al quale hanno aderito dieci agguerriti binomi.

Storia di peso per il great event felsineo, nomi altisonanti scorrono nell’Albo d'Oro a partire dal precursore Banco III, che nel 1949 vinse la prima edizione della classicissima petroniana e a cui seguirono una lunga teoria di campioni divenuti capisaldi del trotto mondiale, l’intrigante Newstar, di casa Grassetto/Piancastelli, la generosa francese Une De Mai che rivelò al Continente la classe del suo mentore Jean Renè Gougeon, il leggendario italo statunitense Top Hanover, di colori emiliani e dal teutonico training del maestro Gerhard Kruger, la leggiadra Newmarket S, splendida realizzazione di Hakan Wallner, sino a Record Ok, nomen homen per il detentore del limite cronometrico di 1.13.2 fissato nel 1995 e battuto di un decimo  nel 1999 dall’immenso Varenne ed ora, da ben otto anni, in mano allo scandinavo Noras Been; senza trascurare il velocista di origine francese Brillantissime nel 2015 ed il vincitore del 2016, ennesimo svedese balzato agli onori della cronaca e brillante allievo della famiglia Untersteiner, Poet Broline.

Il solco tracciato da cotanti campioni è brillantemente percorso dai dieci soggetti in gara, la cui presentazione, in un virtuale red carpet cinematografico, è aperta da una delle stelle della contesa, il francese Dijon, allievo di Romain Derieux che dopo la facile vittoria nel Triossi di inizi luglio, ha corso una sola vola in Francia senza peraltro figurare, ma è solido performer e vanta un palmares di tutto rispetto ed una carriera giovanile sempre ai massimi livelli, la stessa che contraddistingue la punta della spedizione “azzurra”, quell'Urlo dei Venti forgiato da Manuele Matteini che l’ha accompagnato sino al termine dei tre anni per poi passare il testimone tecnico a Gennaro Casillo e soprattutto le redini ad Enrico Bellei, partner con il quale l’erede di Mago D’Amore si è vittoriosamente ascritto il Gran Premio D’Europa, il Città di Torino e più recentemente il toscano Gran Premio Nello Bellei, dedicato al babbo del top driver tricolore e corso sulla gradita distanza del doppio chilometro. Ancora i “blues” in lizza per la vittoria grazie alla fascinosa livrea di Dreammoko, erede del grande Timoko, tra i più ricchi trottatori di tutti i tempi e in pista con galloni di favorito, in virtù di un ruolino di marcia agonisticamente ineccepibile e della guida del golden boy di passaporto italiano e scuola francese, Gabriele, Gaby Gelormini, mentre incuriosisce la presenza del giramondo Unicorno Slm, speranza indigena dai natali bresciani che ha iniziato la sua significativa carriera presso Heiki Korpi in quel di Anzola Emilia per poi spostarsi a Migliarino Pisano presso Holger Ehlert e giungere alla consacrazione tra i top class, sinanche grazie ad un clinic norvegese: ora, pur definitivamente emigrato in Scandinavia, torna momentaneamente a respirare aria di casa con il suo affiatato partner  di origine teutonica, Wim Paal.

Dopo quattro aitanti maschietti, le attenzioni si spostano sulla prima delle tre giumente in gara, la facoltoso allieva di Antonio Esposito, Ursa Caf, precoce primadonna che in questo avaro 2017 ancora deve ritrovare la vittoria dopo aver sbaragliato il campo a due e tre anni, scegliendo contesto quasi improbo per cancellare lo zero nella fatidica colonna, mentre lo scomodo sei di partenza condiziona  le ambizioni di primato della tenace Umaticaya, proposta del competitivo team Gocciadoro, che ha snobbato le allettanti “sirene" del Filly per mettersi severamente alla prova tra i big nella prova open, e ribadire statura atletica di primo piano.

Si scende in seconda fila per trovare la stacanovista Una Bella Gar, scuola di Lucio Colletti -la stessa di Mack Grace Sm, Locomotion Om e Liss Op, giusto per citare i più noti- e guida di Giampaolo Minnucci, il condottiero del grande Varenne, la quale sale a Bologna dalla Toscana per esibire condizione al top e vista ambiziosa sul podio, mentre Uno Italia scende nell’agone con velleità in ottica marcatore suffragate da un encomiabile ed indefesso impegno  in prima categoria e dalla professionale fiducia del suo mentore Lorenzo Baldi.

Per il regale Ulisse D’Asolo il ritorno in prima classe, dopo un deludente tentativo giovanile, è l’effetto dell’incredibile suite di vittorie che l’erede di Ready Cash ha ottenuto durante la  primavera/estate assieme ad un progresso esponenziale, realizzato sia dal punto di vista agonistico che cronometrico e che troverà consacrazione ulteriore nelle corso del parigino Meeting D’Hiver di inizi novembre, mentre il lungo viaggio intorno al GP Continentale 2017  si conclude con Urali Sm, new entry del circus classico, sul quale garantisce il “francesino" Mario Minopoli Jr e soggetto dai riferimenti piuttosto indicativi sulla distanza del doppio chilometro, la cui dote precipua pare essere una invidiabile freschezza atletica che gli deriva dal sapiente avvicinamento alla maturità, attivato dal suo allenatore.


In dieci a caccia del titolo anche nel GP Continentale Filly, prova in rosa che l’anno scorso arrise a Tamure Roc e che vede ancora Prussia nel ruolo di recorder con il notevole 1.11.9 ottenuto nel 2013. Ci  proverà un’altra esponente della griffe Roc, la ritrovata United, che Santo Mollo proietterà in avanti tentando di sfuggire al serrate di coetanee dalla classe cristallina come la sempre presente Uma Francis, con Bellei nei panni di regista tattico, oppure di Unison Kronos, curiosa proposta del team francese che fa capo a Jean Mary Saguin, quello di Zorro Photo tanto per intenderci, e che sarà interpretata da Andrea Guzzinati, senza trascurare le due inviate di Alessandro Gocciadoro, Ultimaluna Grif e Uet Wise As, Vincenzo Luongo in cabina di comando per la prima, il trainer titolare al timone per la seconda.

 

 

 

marzo 2019


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