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Rododentro

15/10/2013

(IN)giustizia italiana

Carcere per diffamazione a mezzo stampa


Articolo di: Mario Guidetti



Giornalista di 79 anni, condannato per diffamazione, incarcerato. Non è certamente il primo, non sarà certamente l’ultimo considerato che i giornalisti condannati od in attesa dell’ultimo grado di giudizio od in attesa del rinvio a giudizio per il reato di diffamazione a mezzo stampa, sono circa 1.600.


Mentre alla Corte europea dei diritti dell’uomo arrivano moniti all’Italia, mentre un Parlamento in tutt’altro affaccendato non trova alcune ore di tempo per legiferare la depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa, continuano i tentativi di condizionare i 103.000 giornalisti italiani, la stampa di inchiesta con “minacce di denuncia per diffamazione”.


Basta, basta, basta, fermiamo le mostruosità del carcere per i giornalisti. Depenalizziamo il reato di diffamazione a mezzo stampa. Questo chiede da tempo l’Ordine dei Giornalisti che mai ha fatto mancare il proprio contributo propositivo nelle numerose audizioni del proprio Presidente, Enzo Iacopino, alle commissioni Giustizia della Camera e del Senato. Depenalizzazione del reato e riduzioni dei termini per le cause civili, “indennizzo” a chi ha subito la diffamazione con la pubblicazione della rettifica della notizia, al reo sanzioni da parte dell’Ordine dei Giornalisti.

Una ennesima sollecitazione al Parlamento, questo ha deciso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti nel corso di un articolato dibattito nella sessione del 25 settembre us.


L’obiettivo della depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa potrà essere, finalmente raggiunto se vi sarà l’impegno anche dei parlamentari e senatori reggiani che ricordiamo essere Paolo Gandolfi, Antonella Incerti, Vanna Iori, Maino Marchi, Maria Edera Spadoni, Maria Mussini e Leana PIgnedoli.


Altrettanto importante sarebbe l’approvazione di un ordine del giorno della Regione Emilia Romagna, presentato dal consiglieri reggiani che ricordiamo essere Liana Barbati, Marco Barbieri, Fabio Filippi, Roberta Mori, Rita Moriconi, Giuseppe Pagani, Matteo Riva.

Vorranno farlo? Attendiamo una conferma.



Risoluzione

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna


Premesso

Che, Francesco Gangemi, giornalista di Reggio Calabria di 79 anni, direttore del periodico mensile Il Dibattito, è stato arrestato  . Gli agenti della squadra mobile della città calabrese hanno notificato al giornalista un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della Repubblica di Catania per una condanna per il reato di diffamazione a mezzo stampa


Che in Italia i giornalisti condannati o in attesa di giudizio per il reato di diffamazione a mezzo stampa sono oltre 1.600;


Che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha, a più riprese, richiamato l’Italia per questa anomalia;


Che il Parlamento italiano, nonostante le pressioni internazionali, non ha ancora legiferato sull’argomento;


Rilevato

Che il reato di diffamazione a mezzo stampa è diventato uno strumento di condizionamento e controllo nei confronti dei c. 115.000 giornalisti italiani iscritti all’Ordine;


Impegna la Giunta regionale

A farsi portatrice, attraverso gli organi statuali preposti, della proposta di depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa.



 

 

 

giugno 2017


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