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23/05/2017

Visita Unaga a Castelporziano, oasi del Presidente delle Repubblica


Articolo e foto di: Lisa Bellocchi



Un leccio di quasi 900 anni, che sfida le leggi di gravità; le vestigia della villa che l'imperatore Commodo si fece costruire in campagna, per sfuggire una pestilenza che imperversava a Roma; un fontanile del '500, sopravvissuto a molti altri, tolti di mezzo; i cavalli dei Corazzieri lasciati a pascolo libero per godersi un periodo di vacanza durante l'anno oppure la “pensione” quando arrivano a "fine carriera". Questo e molto altro si può ammirare visitando la Tenuta Presidenziale di Castelporziano, un'area di circa 6.000 ettari a 20 chilometri da Roma. Scrigno di sorprendente varietà naturalistica e residenza estiva del Presidente della Repubblica, la Riserva si estende da poco oltre la via Cristoforo Colombo fino al mare.


La grande struttura, che ha anche un Borgo antico, con sale di rappresentanza e musei, è curata dal Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, coadiuvato dai Carabinieri Forestali. Da poco meno di un anno, questo stupefacente coacervo di tesori naturalistici, ambientali ed archeologici (finora a beneficio esclusivo del Presidente della Repubblica e dei suoi ospiti) è aperto alle visite, che possono essere prenotate sul sito quirinale.it con agevolazioni per scolaresche, studenti, anziani e disabili. I visitatori sono identificati all’ingresso e poi accompagnati lungo il percorso da personale cortese, appassionato e competente, che risponde instancabilmente alle infinite domande dei turisti.


Abitata dall'uomo fin dall'età preistorica, sulla base di documenti medievali Castelporziano risulta derivare il proprio nome dalla ricca presenza di porci. Secondo la leggenda, sulle sue coste sbarcò Enea fuggiasco da Troia. La zona è stata di volta... (...segue +)

 

 

 

maggio 2017


EDITORIALE

di: Alberto Bortolotti

Respiro aria giornalistica fin da quando…sono nato. Faccio infatti parte di una famiglia giornalistica d’altri tempi papà Rino tra i fondatori di “Stadio“ (che poi lo zio Adalberto ha diretto) e mamma Annaluisa impiegata ai dimafoni (giovani lettori curiosi eh? Dopo ve lo spiego) hanno... (...segue +)

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