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07/10/2016

Lettera GIPU N.26/N.15. Ai giornalisti pubblicisti dell'Emilia Romagna


Articolo di: Segreteria GIPU       Foto di: Redazione



Care Colleghe e cari Colleghi,


vi inviamo la prima Lettera d’autunno che contiene importanti novità, soprattutto sulla nostra formazione. Leggetela con attenzione.





FORMAZIONE (1): IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA SULLA FORMAZIONE PERMANENTE


Il Ministero della Giustizia, con una nota pubblicata il 27 settembre scorso, vincola l'Ordine dei Giornalisti alla sorveglianza sull'assolvimento dell'obbligo degli iscritti all'Albo in merito alla formazione permanente continua e lo sollecita a prendere una posizione chiara e univoca su tutto il territorio nazionale relativamente al sistema sanzionatorio. Lo invita inoltre a sensibilizzare i Consigli territoriali di disciplina a condurre i procedimenti disciplinari per gli inadempienti "con il dovuto rigore", dopo le doverose segnalazioni prodotte dai Consigli regionali dell'Ordine che, altresì, in coerenza con una griglia condivisa con il Consiglio nazionale, dovranno, caso per caso, valutare la gravità dell'inadempienza. In parole più semplici e crude: chi al 31 dicembre 2016 non avrà acquisito alcun credito e non si sarà iscritto alla Piattaforma Sigef rischia sanzioni molto più pesanti di coloro che, per svariati motivi, si sono impegnati nella formazione, ma non hanno raggiunto i 60 crediti. È una linea che noi del GIPU sosteniamo da sempre e per questo abbiamo contribuito e stiamo contribuendo a proporre tanti corsi di interesse specifico per i Giornalisti Pubblicisti; ed è per questo che rivolgiamo un pressante appello ai colleghi che non lo avessero ancora fatto ad iscriversi in Piattaforma e a frequentare i corsi frontali e on line in questi due mesi e mezzo che mancano al completamento del triennio (Roberto Zalambani).


FORMAZIONE (2): IN ARRIVO SANZIONI PER I COLLEGHI INOSSERVANTI L’OBBLIGO DI LEGGE


All’inizio del mese si è riunita a Roma la Consulta dei presidenti regionali con l’Esecutivo nazionale, i presidenti delle quattro Commissioni dell’Odg nazionale e i presidenti dei collegi regionali di disciplina. All’ordine del giorno figurava la discussione circa le modalità di “gestione” dell’inosservanza, da parte degli iscritti, delle disposizione di legge circa la formazione permanente. L’incontro era motivato da almeno due ordini di fattori. Il primo è ricollegabile all’alto numero di colleghi che presumibilmente al 31 dicembre non avranno osservato l’obbligo di legge. Al riguardo il presidente nazionale Enzo Iacopino ha fornito alcuni dati importati che sintetizzo. 

Al 5 ottobre scorso dei 105.827 iscritti all’Ordine dei giornalisti solo 58.328, pari al 55,12%, risultavano registrati nella Piattaforma Sigef. Quanto all’Emilia Romagna, i soci sono 6.456 e i registrati nella Piattaforma erano 3.874 pari al 60,00%. Di questi non tutti avevano conseguito i prescritti 60 crediti. 

Ciò premesso – ecco il secondo e conseguente punto – si doveva iniziare ad affrontare il tema “come intervenire”. L’amico e collega Roberto Zalambani ha appena ricordato, molto opportunamente, la recente nota del Ministero della Giustizia che senza mezzi termini suggerisce (è un eufemismo) rigore.

Va da sé che chi non adempie all’obbligo di legge debba essere sanzionato. Ma in che misura? Le proposte sono varie. L’Esecutivo le ha raccolte, il Consiglio nazionale a sua volta le valuterà e giungerà a sintesi, non senza aver ricontattato i presidenti regionali. Inevitabile pensare a un super, anzi un iper, lavoro per i Consigli regionali e per i Collegi di disciplina. Per questo, molto probabilmente sarà coinvolto il Ministero e il Governo stesso per suggerire l’inserimento di disposizioni che semplifichino l’iter, decisamente penalizzante per le nostre strutture regionali. 

Una cosa comunque è certa: chi nemmeno si è iscritto alla Piattaforma sarà sanzionato: lo dice la legge, ma lo dicono anche il buon senso e la giustizia comune, perché un atteggiamento lassista sarebbe offensivo nei confronti di chi ha frequentato i corsi. E c’è di più: una piccola, ma agguerrita fascia di colleghi ha dichiarato esplicitamente e spesso in tono provocatorio che non frequenterà i corsi: si tratta di gente “imparata”, piena di sé, superba, litigiosa che nulla dà alla categoria (Alberto Lazzarini).


FORMAZIONE (3): I PROSSIMI CORSI

La Piattaforma Sigef  https://sigef-odg.lansystems.it:8443/sigef/ dell’Ordine nazionale contiene tutti i corsi approvati ad oggi fino al 31 dicembre 2016; sono distribuiti in 24 pagine di corsi gratuiti, promossi in Italia dagli Ordini regionali, e in 9 pagine di corsi promossi da enti terzi; sono altresì proposti 18 corsi on line ‘frequentabili’ direttamente dal proprio pc. I colleghi che non lo avessero ancora fatto, si iscrivano alla Piattaforma; coloro che invece non avessero completato il percorso formativo obbligatorio, partecipino ai corsi di loro interesse, magari vicini alla propria residenza, o on line. Di seguito, vi segnaliamo i titoli dei corsi programmati dall’Ordine dell’EmiliaRomagna dal 15 al 31 ottobre: “Frodi assicurative e criminalità organizzata: un business in continua ascesa del quale si parla poco nei media” (15 ottobre 2016 – Ore 9.30-13.30 – 4 crediti – Casalecchio di Reno – BO); “Un’autentica bugia: il vero e il falso nella fotografia” (17 ottobre 2016 – Ore 9.30-13.30 – 4 crediti – Cesena - FC); “Informazione radiotelevisiva: nuove sfide, nuove responsabilità” (18 ottobre 2016 – Ore 9.30-13.30 – 6 crediti (evento di deontologia) – Bologna); “Parola e Comunicazione” (19 ottobre 2016 – Ore 9.30-13.30 – 4 crediti – Bologna); “Ambiente, salute, scienza fra divulgazione e allarmismi” (21 ottobre 2016 – Ore 9.30-13.30 – 4 crediti – Scandiano (RE); “Il giornalismo sportivo” (22 ottobre 2016 – Ore 9.30-13.30 – 4 crediti – Cavriago - RE); “Legalità e Lavoro: fondi rubati all'Agricoltura” (22 ottobre 2016 – Ore 9.30-13.30 – 4 crediti – Ferrara). Altri corsi nella pagina seguente.  

“La comunicazione politica nell’epoca delle campagne elettorali permanenti” (24 ottobre 2016 – Ore 17.00-19.00 – 2 crediti – Bologna); “Il lavoro culturale: i rapporti tra media e patrimonio culturale” (25 ottobre 2016 – Ore 9.30-13.30 – 4 crediti – Faenza (RA); “La criminalità in Italia e a Ferrara. Tendenza, evoluzione e caratteristiche di alcuni fenomeni criminali” (25 ottobre 2016 – Ore 9.30-13.30 – 4 crediti – Ferrara); “Italia e San Marino: prove di dialogo per l’informazione e i media” (28 ottobre 2016 – Ore 9.30- 13.30 – 4 crediti – San Marino Città (Repubblica di San Marino).


RIFORMA DELL’EDITORIA: I PUNTI RIGUARDANTI I GIORNALISTI


Il 4 ottobre scorso la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge sull'editoria, che disciplina principalmente il sostegno pubblico al settore, approvato in prima lettura dalla Camera il 2 marzo 2016 e in seconda lettura dal Senato, con modifiche, il 15 settembre 2016. Tra i punti del disegno di legge che interessano i giornalisti c’è l’art. 2, commi 4-6, sulla “Ridefinizione della composizione e delle attribuzioni del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e della disciplina in materia di prepensionamenti dei giornalisti”, che delega il Governo ad adottare i relativi decreti legislativi attuativi entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. I decreti sono finalizzati: (1) alla razionalizzazione del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, relativamente alle competenze in materia di formazione, al procedimento disciplinare (in particolare eliminando la facoltà di cumulo delle impugnative dei provvedimenti dei consigli regionali dell'Ordine al Consiglio nazionale con quelle giurisdizionali, ferma restando la possibilità di proporre ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nel caso di impugnativa al Consiglio nazionale)”, (2) “alla riduzione del numero dei componenti fino ad un massimo di 60, di cui due terzi professionisti e un terzo pubblicisti (con la presenza di un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute in ciascuno dei due gruppi)”; (3) all'adeguamento del sistema elettorale”; (4) “all'incremento – nella direzione di un progressivo allineamento con la disciplina generale – dei requisiti di anzianità anagrafica e contributiva per l'accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti”; (5) “alla revisione della procedura per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editoriali ai fini dell'accesso agli ammortizzatori sociali e agli stessi prepensionamenti”. L'art. 4 prevede poi che la Commissione per la valutazione dell'equo compenso nel lavoro giornalistico (art. 2 della Legge 233/2012) resti in carica “fino all'approvazione della (nuova) delibera che definisce l'equo compenso e al completamento degli ulteriori adempimenti in materia”, con la speranza che sia superato lo sfruttamento (è un eufemismo) in essere di non pochi colleghi. Il successivo art. 5 dispone che nessuno possa “esercitare la professione di giornalista, nè assumere il relativo titolo, se non è iscritto nell'elenco dei professionisti o in quello dei pubblicisti dell'albo istituito presso l'Ordine regionale o interregionale competente. Rimangono ferme le sanzioni già previste dalla legislazione vigente”. L'art. 6 prevede “la costituzione del consiglio dell’Ordine dei giornalisti anche nelle province autonome di Trento e di Bolzano”. Lettera Gipu n. 26/15 – 12 ottobre 2016 4 L'art. 7 estende “a regioni, province, città metropolitane e comuni l'autorizzazione ad avvalersi delle agenzie di stampa per l'acquisto di servizi giornalistici e informativi, già prevista per la Presidenza del Consiglio dei Ministri con aggiudicazione a trattativa privata, senza preliminare pubblicazione di un bando di gara”. L'art. 9, infine, afferma “che la concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale ha durata pari a 10 anni ed è preceduta da una consultazione pubblica sugli obblighi dello stesso servizio” e che la “convenzione con la società concessionaria è stipulata dal Ministero dello sviluppo economico”; “sostanzialmente, fino al 31 gennaio 2017, continuano a trovare applicazione la concessione e la relativa convenzione già in atto" con la Rai: il trattamento economico di dipendenti, collaboratori e consulenti della stessa “non può superare € 240.000 annui”. Infine, vi rinnoviamo il nostro impegno al servizio della categoria e vi invitiamo a comunicarci richieste e proposte. Buon lavoro e cordiali saluti. 


La Segreteria GIPU


 

 

 

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