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Turismo

04/03/2013

Elezioni politiche

Vogliamo parlare di turismo?


Articolo di: Giulio Biasion



Si sono svolte le elezioni politiche (e regionali in talune Regioni), l’attenzione dei partiti e dei media si è rivolta alle liste, ai nomi nei simboli, alle alleanze, ai sondaggi e alle persone da mandare in Parlamento. Ci piacerebbe però che si parlasse di più di programmi ed in particolare di quanto seguiamo da molti anni, il Turismo che nel nostro Paese dovrebbe avere la dignità di un ministero importante e con una personalità qualificata a rappresentarlo. Cosa più di una politica turistica ben gestita può dare un concreto e rapido incremento del Pil al nostro Paese – che oggi è il 9.4% del Pil con un potenziale di almeno il doppio - senza particolari investimenti?


In un anno di crisi nera per l’economia italiana, che ha raggiunto i 2000 miliardi di euro di debito pubblico, il turismo nel 2012 ha registrato un surplus record di 11,4 miliardi di euro (la differenza tra quanto spendono gli stranieri in Italia e gli italiani all’estero) grazie ai 31,7 miliardi di euro prodotti dall’incoming (+3.3% sul 2011). Anche l’export italiano si è attestato oltre gli 8 miliardi di euro di surplus, anche qui in crescita rispetto al 2011.


Il turismo è un’attività che rientra nel meglio da offrire all’Export: è quanto capace di attirare quote importanti di turisti dall’estero attirati dalle nostre eccellenze artistiche, enogastronomiche, artigianali, ma anche industriali (Moda, Design, Fashion, Tecnologia). Il problema riguarda ciò che offriamo, che è sempre più datato o che è troppo spesso non sfruttato a dovere. Che dire delle regioni del sud e delle isole che coprono appena il 12.42% dell’incoming?


Ci sono Eccellenze museali multimediali come il Museo del Cinema e la Reggia di Venaria a Torino, o il Galata Museo del Mare a Genova che andrebbero copiate e riproposte altrove. Dovrebbero farlo a Caserta per la Reggia dei Borbone, ad Agrigento nella Valle dei Templi, a Pompei negli scavi archeologici, a Reggio Calabria per i Bronzi di Riace.

Anche il FAI (Fondo Ambiente Italiano) si è mosso in questo senso con un questionario online che evidenzia le criticità della cultura e del turismo, due temi che dovrebbero camminare assieme e promuovere in tutto il mondo il ‘marchio Italia’, tenendo conto che tale comparto comprende la cultura, il paesaggio, l’ambiente.


Il Fai giustamente punta il dito sul titolo V della Costituzione e sulla frammentarietà delle politiche in materia di turismo. Perché andiamo indietro come presenza nel turismo quando abbiamo il paese più bello del mondo (?), si legge nel sottotitolo al tema numero 13 delle primarie della Cultura. Ha fatto bene l’Italia ad abolire il ministero per il Turismo attribuendo competenze in materia alle regioni?

Perchè con la cultura si può vivere, ma i politici ancora non l’hanno capito! Bisogna aumentare gli stanziamenti pubblici al mantenimento del patrimonio storico e artistico ed alle attività culturali in linea con quanto avviene nei maggiori paesi europei per favorire il conseguente turismo culturale che ne deriva.


L’industria culturale italiana ha superato i 68 miliardi di euro, pari al 4,9% del valore aggiunto prodotto complessivamente dalla nostra economia (2010) ed il suo contributo al PIL è oggi stimato al 4,5%. Nel 2010 era quasi il 7%.Gli occupanti nelle attività culturali sono 585.000. A fronte di questo gli stanziamenti per i beni culturali in Italia sono solo un misero 0,19% contro l’1 circa della Francia e l’1,20 dell’Inghilterra. E’ quindi necessaria una programmazione coordinata a medio termine tra ministero dello Sviluppo, del Turismo e dei Beni culturali insieme agli enti locali che riporti il nostro Paese tra i primi in numero di visitatori.


Per attuare questa politica di marketing nazionale occorre adeguare le infrastrutture, dare sostegno alla cultura e ai beni culturali, attuare quella promozione che l’Enit non ha saputo fare da decenni, creare un grande progetto per il rilancio del nostro turismo culturale anche creando una importante informatizzazione che concentri le principali azioni di promozione turistica. Dopo anni di difficoltà per il mercato del turismo registrato tra il 2009 ed il 2010, nell’ultimo anno 2011 si è avuto un andamento positivo con un incremento del 4,4% rispetto al 2010 nel mondo, del 5,8% in Europa e del 5,4% in Italia con una spesa dei turisti stranieri nel nostro Paese aumentata nel 2011 del ben 5,3%.


Ora gli schieramenti politici al di là di enunciare dei programmi più o meno generici devono avere la volontà di utilizzare al meglio questa grande risorsa e dichiarare chi intendono candidare come Ministro del Turismo.

 

 

 

giugno 2017


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