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Medicina

29/12/2017

La strana storia della Citisina. Il veleno naturale che cura il tabagismo


Articolo di: Fabrizia Vita



Smettere di fumare è possibile, bisogna sgombrare il campo di battaglia dagli ostacoli ammazza-motivazione: credenze, consigli dell’amico di turno…Bisogna avere armi solide e rifuggire il fai-da-te.

La terapia più efficace, secondo la medicina internazionale, è quella integrata di counseling psico-motivazionale e comportamentale con uno o più farmaci di prima linea. Accanto ai tradizionali sostituti nicotinici, Bupropione e Vareniclina, nel panorama della smoking cessation si affianca oggi in Italia una “nuova” : la Citisina.

I fiori della pianta dalla quale questa molecola viene estratta, il Cytisus Laburnum,  volgarmente conosciuto come Maggiociondolo, sono gialli e apparentemente innocui, possono pendere  a grappoli in graziose tettoie  ornamentali. Il Maggiociondolo, al di là del suo aspetto inoffensivo è però ben conosciuto nei Centri Anti Veleno. Eppure è una pianta che cura: numerosi studi dimostrano che la Citisina derivata dal Maggiociondolo è un valido aiuto per smettere di fumare.

L’ambivalenza di questa molecola non avrebbe stupito i Greci: nella loro lingua phàrmakon indicava contemporaneamente un veleno e una medicina. La tossicità della Citisina dipende dal dosaggio. Come la nicotina, la Citisina è tossica se ingerita in grandi quantità.

Se dunque uno dei primi casi di intossicazione umana da Citisina, dovuta a ingestione dei semi della pianta, è stato documentato nel 1878 da Wiegand, in Europa  la medicina tradizionale ha raccomandato estratti alcolici contenenti Citisina per la stitichezza, emicrania, insonnia, tosse e nevralgie e circa 100 anni fa, la Citisina è stata utilizzata come antiasmatico, antitussivo e insetticida. Gli estratti sono usati in omeopatia contro il mal d'aria, l'emicrania e l'insonnia nervosa, e nello stress da superlavoro mentale. In passato l’uso più diffuso era quello diuretico. Recentemente sono state attribuite alla Citisina proprietà antinfiammatorie e ipoglicemiche.

Ma la virtù senz’altro più interessante della molecola è riscontrata soprattutto nella lotta al tabagismo. La Citisina è usata già fin dal 1960 nell’Europa dell’Est per la cessazione del fumo. Ma le notizie di utilizzo in questo campo, sebbene in maniera empirica, risalgono a due decenni prima: i soldati russi durante la seconda Guerra Mondiale fumavano foglie di Cytisus Laburnum per sostituire il tabacco, di difficile reperimento.

Il primo studio clinico sulla Citisina in smoking cessation è stato effettuato da Stoyanov e Yanachkova nel 1965. Negli ultimi decenni si è prodotta almeno una dozzina di studi farmacologici e clinici soprattutto nei Paesi dell’Est Europa, che dimostrano la  buona efficacia e sicurezza del farmaco a base di Citisina,. Attualmente il  farmaco può essere comprato liberamente col nome di Tabex in Polonia e in Russia e su prescrizione medica negli altri Paesi dell’ex-Unione Sovietica. Il Tabex, che pare promettere bene, è oggi  diffuso in 20 regioni:  nella sola Polonia nel 2013 si è segnalata la vendita di circa 600.000 confezioni. Un fattore importante che ne ha determinato la vasta diffusione, soprattutto nell’Est, è il suo basso costo rispetto a Bupropione e Vareniclina. La Citisina è altamente efficace e costa circa un decimo in meno rispetto alle altre terapie farmacologiche. Per questo la Citisina risulta molto più concorrenziale rispetto agli altri farmaci per il tabagismo.

Gli schemi di trattamento finora utilizzati prevedono percorsi brevi, di circa 25 giorni con inizio del farmaco al massimo dosaggio, 6 compresse al giorno, e poi uno scalaggio.  In questo schema, la Citisina è assunta per via orale in compresse (1,5 mg di citisina per compressa) per 25 giorni: a partire da una compressa ogni 2 ore, con riduzione progressiva a una compressa ogni sei ore. Si consiglia agli utenti di ridurre il numero di sigarette che fumano nei primi cinque giorni di trattamento, con una data di “stop fumo” consigliata al quinto giorno.
Nonostante ciò, viste le esperienze con altri antagonisti parziali della Nicotina, la Società Italiana di Tabaccologia (SITAB) da quando il principio attivo è diventato disponibile in Italia, cioè da circa 3 anni, propone uno schema che prevede un breve periodo di induzione di 5 giorni e un trattamento più lungo con uno scalaggio protratto fino a 40 giorni: questo  trend terapeutico è  già applicato in alcuni  Centri Antifumo italiani con success.

La Citisina rappresenta quindi una opportunità con un ottimo rapporto costo/beneficio per la salute dei fumatori europei intenzionati a smettere. Pertanto velocizzare una legislazione a livello di Unione Europea che permetta al farmaco di essere commercializzato liberamente è una priorità a sostegno dei numerosi fumatori che hanno diritto ad accedere alle migliori cure ad un prezzo concorrenziale.



 

 

 

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