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Cultura e Spettacolo

24/11/2016

Il Doomsday di Laurina Paperina


Articolo e foto di: Matteo Franzoni



Nella splendida cornice di Palazzo Wolkenstein a Trento lo studio d’arte Raffaelli ospita fino al 10 dicembre Doomsday, l’esposizione di Laurina Paperina, che vede l’artista trentina mostrare al pubblico la sua nuova produzione artistica, che comprende sia opere in piccolo formato che grandi tele, oltre ad alcune installazioni.


È un percorso espositivo quello allestito all’interno dello studio d’arte Raffaelli che affascina lo spettatore per il contrasto tra le opere di Laurina Paperina e gli affreschi che arricchiscono le sale di Palazzo Wolkenstein. Un contrasto che rivela e racconta chi è l’artista, una giovane trentina uscita dall’Accademia di Verona che nel corso degli anni, esposizione dopo esposizione, è riuscita a ritagliarsi un suo spazio vivendo d’arte e illustrazioni. Laura ha da sempre amato l’arte e in essa ha investito il suo futuro scommettendo sulle proprie capacità, che la hanno portata sin da giovanissima a girare l’Italia e l’Europa esponendo le sue opere. Un’artista cresciuta a cartoni animati e film splatter anni 80/90 che sono diventati i maggiori protagonisti delle sue tele, unendosi nel contrasto con i suoi studi classici trasformando le sue opere in qualcosa di unico e mai visto. L’esposizione si articola in tre passaggi, dapprima l’inferno, poi il purgatorio e infine il paradiso, il tutto intercalato da alcune installazioni dell’artista. La novità della personale riguarda le tele di grande dimensione, new entry nella produzione di Laurina. In esse sono presenti tutto l’estro e la volontà dell’artista di rappresentare il suo tempo con tutte le negatività e contrapposizioni ad esso collegate, quindi si trovano personaggi buoni e gentili trasformati in cattivi e personaggi dei cartoons o gente famosa per le malefatte trasformata in amabile e magnanima. Il grande lavoro di ricerca di Laurina sta proprio nel produrre un quadro storico dei nostri tempi facendolo senza la volontà di provocare, ma il risultato è destabilizzante perché lo spettatore si trova di fronte ad una pittura al limite dello splatter e con una violenza insita che viene addolcita dalle tinte allegre e vivaci tipiche dei cartoons percependo così un effetto provocatorio.

L’abilità di Laurina sta nel saper racchiudere le basi dei suoi studi per poi capovolgere la classicità unendo una miriade di personaggi, dai cartoons alle figure politiche d’attualità, dai personaggi storici ai fumetti, inserendo in ogni tavola una serie infinita di tematiche e provocazioni, come alcune teste mozzate che vagano nella tela. 

I colori sono moderni, quasi pop e catturano l’attenzione, la miriade di figure rappresentate incuriosisce e attira lo spettatore portandolo nel viaggio personale dell’artista. In ogni opera esposta c’è un po di Laurina, la sua sensibilità, il suo sarcasmo e non manca mai il dualismo tra il bene e il male, tra l’amore e l’odio. Dietro questa timida ragazza tutta acqua e sapone si nasconde un animo sensibile e attento alla quotidianità. Lo si nota anche nelle installazioni presenti, tutte volte a rappresentare gli eccessi della vita attuale con quel pizzico di provocazione che induce lo spettatore a riflettere sulle proprie azioni, come nel caso del topo morto per ingordigia sopra una montagna di pop corn, per averne mangiati troppi. E come non prendere le parti di Wile E. Coyote nell’installazione che vede racchiusi tutti i modi in cui il fumettista lo ha fatto morire per mano dell’acerrimo nemico Beep Beep. 

Lasciate le due sale al primo piano si scende per conoscere finalmente il paradiso secondo Laurina Paperina, ennesimo contrasto dell’artista che ha volutamente scelto di posizionare il suo paradiso al piano inferiore dello studio d’arte Raffaelli contravvenendo alle abitudini collettive che immaginano sempre il paradiso come qualcosa di superiore, non inferiore, schernendo il giorno del giudizio quasi a dimostrazione che la morte e l’inferno potrebbero anche essere una cosa bella come la liberazione da tutte le convenzioni sopportate in vita.

Accanto al paradiso lo spettatore può godere dell’ultima installazione presente che rende, se possibile, ancor più giocosa e divertente la visita. È infatti presente un erogatore, fatto con una grande palla trasparente, grazie al quale, dopo aver inserito una moneta da due euro, si riceve una pallina che contiene la profezia dell’artista. Un momento di grande impatto sia per Laura, che rende l’arte alla portata di tutti, sia per i visitatori, che tornano bambini lasciando vincere l’emozione e la curiosità che avevano davanti all’agognato distributore di palline sperando nell’uscita della pallina mancante della propria collezione.

Una mostra che merita di essere vista, da gustare senza freni e senza limiti per entrare nel mondo dei contrasti che fanno parte del nostro tempo così come la provocazione, che aiuta lo spirito di critica e vi farà schierare scegliendo tra bene e male.

 

 

 

dicembre 2017


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