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Sport e auto

13/02/2016

Una Ferrari che tende alla globalizzazione ma con il cuore tutto sul territorio

Sabato 20 Febbraio presso l'Auditorium Ferrari si è svolto con successo l'incontro “Uomini e il territorio”, iniziativa organizzata dall'Università popolare di Maranello


Articolo e foto di: Matteo Franzoni



Subito dopo lo svelamento della nuova monoposto di F1 che si rifà alla livrea anni settanta, rossa e bianca, si è svolto l'incontro all’Auditorium Enzo Ferrari al quale erano presenti Don Sergio Mantovani, il sindaco Massimiliano Morini, il giornalista Leo Turrini, l'ingegnere Mauro Forghieri e Graziano Pini, docente di economia a Modena. Ferrari è una realtà di grandezza mondiale e il legame tra la vettura e la sua gente è più che evidente.

 

Mentre Pini sottolinea il trend alla globalizzazione Ferrari voluto da Marchionne, il giornalista Turrini è fortemente scettico e ironizza quasi per scaramanzia sulla Motor Valley emiliano romagnola che non ha eguali in tutto il mondo dicendo “Applicando la teoria del Dottor Pini la Motor Valley e l’intera Ferrari verranno deportate in Cina”.

Non si mostra turbato il professore che sostiene che tutta la globalizzazione non danneggerà Ferrari, che quasi si vende da sola, ma ne beneficerà Fiat dando ossigeno anche alla scuderia del cavallino rampante, il che non guasta affatto. Poi Leo Turrini ammette di faticare a capire perfino il Ferrari World ad Abu Dhabi e dice candidamente che forse è un suo limite perché è all’antica e vorrebbe fosse salvaguardato il territorio e viene applaudito dai meccanici in sala.

Poi la parola passa a Don Sergio per ricordare l’uomo Enzo Ferrari che proprio il 18 Febbraio avrebbe compiuto gli anni. E qui il linguaggio ritorna a casa nostra con aneddoti raccontati a metà tra il dialetto e l’italiano. Dice “Non so se Ferrari fosse cattolico ma certo era di buon cuore, ricorda che lo aveva soprannominato Don Ruspa perchè fece abbattere la chiesetta dove fu battezzato e questo era un chiaro segno di legame ed affetto.

Ricorda anche un dibattito tra i tanti trascorsi con Enzo Ferrari sul tema dei contratti: “Io stesso da prete a volte non mi sento e non mi sentivo di dire messa ma è il mio mestiere e bisogna che dica messa”. Ferrari invece sosteneva il contrario, infatti Lauda in una corsa in Giappone non se la sentì di correre e lui accettò la scelta. In quel caso Ferrari mi battè in generosità 2 a 0. Un ultimo episodio fu quando alcuni giornalisti definirono il Drake costruttore di bare, Enzo amareggiato e infuriato si confidò con Don Sergio sostenendo che non era vero e obbligò la stampa ad una rettifica.

Magari non era un grande cattolico ma aveva un cuore grande.

 

Poi l’assemblea si scioglie per andare a vedere foto e lettere originali dell’azienda Ferrari che anziani meccanici con un pizzico di malinconia portano a casa scattando foto con cellulari di ultima generazione.


perché è all’antica e vorrebbe fosse salvaguardato il territorio e viene applaudito dai meccanici in sala.

 

 

 

 

 

luglio 2017


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