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Cultura e Spettacolo

24/02/2014

L’albero del melograno di Giosuè Carducci


Articolo e foto di: Elisabetta Smaniotto



Nel centro storico di Bologna, tra Strada Maggiore e via San Vitale, a circa settecento metri dalle Due Torri verso le mura della città, vi è una piccola stradina stile tipico “vecchia Bologna” nella quale vi sono alcuni dei portici tipici di Bologna e nella quale sono presenti alcuni negozi e locali.

In un tratto privo dei portici tipici di Bologna vi è un palazzo di colore giallo e sulla parete esterna è apposta una lapide portante la scritta:


"GIOSUE’ CARDUCCI
abitò in questa casa
dal 1861 al 1876
Di qui lanciò all’Italia
I GIAMBI E GLI EPODI
Qui per la morte del piccolo Dante
amori e dolori gli dettarono
“PIANTO ANTICO”
Nel centenario della nascita
il Comune di Bologna pose
1935 – XIII”

 

Entrando all’interno di questo palazzo, elegante ma apparentemente simile a tanti altri, percorrendo il lungo corridoio di ingresso si trova un cancello che consente l’accesso ad un cortile privato. E lì la magia.
Vi è infatti un giardino terrazzato, un po’ come quelli diffusi in Liguria, con siepi all’inglese e una collinetta sulla quale è presente un imponente albero di melograno ed una serra.

Si tratta proprio del famoso albero di melograno che ispirò Giosuè Carducci nella redazione della poesia “Pianto Antico” dedicata al figlio Dante, il cui testo è riportato in un'altra lapide posta a fianco dell’albero.

Nonostante il triste evento che ha spinto il poeta a scrivere i predetti versi, il luogo è ricco di fascino ed è estremamente suggestivo. Appare infatti inverosimile che all’interno di strutture apparentemente anonime vi siano tesori come quello che si trova all’interno della “Casa del Melograno” (è così che è stato denominato il palazzo, ora adibito ad abitazioni private). Un angolo ricco di fascino a molti ignoto.


La facciata interna dello stabile che si affaccia sul giardino è poi estremamente imponente: il fabbricato, infatti, nella parte interna è posto su quattro piani e ha due ale laterali, di forma asimmetrica. Spesso capita che neppure i bolognesi conoscano gli angoli più nascosti della città, pieni di storia.


 

 

 

febbraio 2020


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