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Turismo

02/05/2014

A Cervia il 34° Festival Internazionale dell’Aquilone

Capitale mondiale dell’Aquilone e Patria della più straordinaria ed eterogenea comunità artistica, la città di Cervia si appresta ad accogliere la manifestazione che più d’ogni altra l’ha resa celebre nel mondo. Dal 24 Aprile al 4 Maggio 2014, lungo un chilometro di spiaggia dove il mare e la pineta si affacciano come le quinte di un palcoscenico immaginario, avrà luogo la trentaquattresima edizione del Festival Internazionale dell’Aquilone. Oltre 200 “Artisti del Vento”, provenienti da mondi e culture diverse, si incontreranno sulle sponde dell’Adriatico per condividere lo stesso cielo: immuni da pregiudizi razziali, religiosi o ideologici, gli Artisti del Vento sono uomini e donne di ogni età e ceto sociale, capaci di dar vita ad un miracolo che a Cervia si ripete ogni anno, fin dal 1981, quando l’allora trentunenne Claudio Capelli, pittore e ideatore dell’evento, ne realizzò la prima edizione. Lo stesso che, a tutt’oggi, forte del determinante aiuto della figlia Caterina, si accinge a ricevere le delegazioni di 24 Paesi: Australia, Austria, Belgio, Canada, Curacao, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, India, Indonesia, Italia, Lussemburgo, Malesia, Nuova Zelanda, Olanda, Pakistan, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria e USA. Ancora una volta, il circo volante di Artevento sorprenderà il suo pubblico fedele con undici giorni non-stop di voli acrobatici, balletti, battaglie aeree, prove di record e tanto altro ancora, utilizzando esclusivamente aquiloni, siano essi combattenti, veleggiatori, cellulari, acrobatici o giganteschi “soft-kites” (aquiloni in 3D privi di stecche). Non mancheranno le poderose “ali” gonfiabili e galleggianti da Kitesurf (aquiloni a profilo alare i cui inventori, Bruno e Dominique Legaignoux, ne presentarono il prototipo in anteprima proprio al festival di Cervia nel lontano 1994).


Fortemente consolidato nel tempo, il festival di Cervia è divenuto una sorta di pellegrinaggio non solo per i duecento ospiti ufficiali che vi si alternano, ma anche per le decine di migliaia di appassionati che vi giungono spontaneamente, pronti a condividere un sogno di Pace e Fratellanza con i miti dell’aquilonismo mondiale, attraverso la straordinaria “leggerezza” dell’Arte eolica. Non mancheranno i maestri della fotografia aerea Robert Bouchal, Gerhard Zitzmann (Austria) e Florian Janich (Germania), che utilizzano aquiloni per portare in quota le loro apparecchiature fotografiche o le gigantesche creature volanti dei “No Limits”, giovanissimi tedeschi il cui nome la dice lunga sulle dimensioni dei loro aquiloni, ma anche sulla loro innata familiarità con la birra. A cotanta esuberanza faranno da contrasto le certosine opere volanti (in carta e bambù) delle austriache Daniela Zitzmann e Anna Rubin o delle francesi Thereze Uguen e Claude Commalonga, tutte brillanti interpreti di un’arte effimera, ma sempre più condivisa. Ecco dunque l’aquilone trasformato in uno splendido vetrail, come nel caso di William Farber (Australia) e dei coniugi Eli e Shula Shavit (Israele) o la pregiata serigrafia di Steffi Rauchwarter (Austria) o il frutto di un riciclo di materiali per l’opera visionaria di Marten Bondestam (Finlandia) o il poetico riutilizzo di penne di gabbiano, trovate sulla spiaggia da Johan Hallin (Svezia) e così via, dal “tempio greco” di Pauline Taylor (Inghilterra), all’“origami” di Anke Sauer (Germania), agli “angeli” di Robert Brasington (Tasmania) e di Nick James (Inghilterra), alla “meteora”di Kisa (Germania), al “millepiedi” di Iqbal Husain (Pakistan), al gigantesco “coccodrillo” di  John Tan (Singapore), alla “maschera etnica” di Donald Mock (USA), alla “aragosta” di Rolf Zimmermann (Germania), fino alle inquietanti “presenze aliene” di Ramlal Tien (Francia). Non mancheranno i “pittori del cielo” come Robert Trepanier (Canada) con i suoi personaggi grotteschi e John Pollock (USA) con le sue magistrali “tele” volanti, così come non mancheranno gli interpreti dell’aquilone “etnico”: Dal giapponese Makoto Oyhe, all’indiano (cacciatore di aquiloni) Stafford Wallace, agli indonesiani Bagus Ucrasena ed Elli Ginanti (lei è un’autentica principessa balinese!), a Carol Jansen, cultrice e grande interprete dell’aquilone di Curacao. Da non perdere assolutamente, le strabilianti performance dei campioni mondiali di volo acrobatico Carl Robertshaw (Inghilterra), Gregory Reynes (Francia), Giovanni Govoni (Italia), Stephen Versteegh (Olanda), o i leggendari “Decorators” (Inghilterra) e “Team For Fan” (Germania) con le loro coreografie aeree perfettamente sincronizzate. Per la gioia dei fedelissimi, si annuncia infine il ritorno dei MAORI (Nuova Zelanda).


Ancora una volta nelle preziose vesti di “Ospiti d’Onore”, come già accadde nel 2008, i giovani del “Taipa Ki-o-Rahi Group” delizieranno il pubblico del festival con le espressioni più spettacolari della loro tradizione. Ambasciatori della Cultura MAORI nel mondo, essi calamiteranno l’attenzione del pubblico non solo con il volo dei loro aquiloni, ma anche con giochi, canti e danze Haka. Insomma, se in un angolo sperduto del Pianeta c’è ancora qualcuno in grado di “declinare” l’aquilone in base alla propria personalità, prima o poi lo incontrerete a Cervia!

 

 

 

aprile 2020


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