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Cultura e Spettacolo

10/02/2014

Non è vero, ma ci credo

La commedia di De Filippo al Teatro De Andrè di Casalgrande


Articolo e foto di: Matteo Franzoni



La commedia napoletana di De Filippo che il pubblico italiano tanto ama  ha incantato il pubblico presente al Teatro De Andrè per un tutto esaurito che dimostra quanto sia forte in questo momento il desiderio di sorridere e rilassarsi con la cultura teatrale.


La trama della commedia di De Filippo


Il commendator Savastano, alias Sebastiano Lo Monaco, sta vivendo un periodo personale molto delicato. Personaggio estremamente scaramantico e tormentato dalla superstizione,  ha gravi problemi al lavoro in quanto gli affari decisamente arrancano e lui teme sia colpa del suo impiegato Malvurio. Oltre ai pensieri professionali si aggiungono anche quelli familiari, la figlia di Savastano, Rosina, è innamorata di un dipendente del padre non particolarmente stimato dal commendatore. La fortuna sembra però fare capolino tra le varie disavventure. Il dipendente amato dalla figlia si licenzia e al suo posto viene assunto Sammaria, la cui gobba incipiente piace da impazzire allo scaramantico titolare. Gli affari tornano a fiorire, Rosina si riprende dalle tristezze amorose e il commendatore è al settimo cielo. Proprio a questo punto accade l’impensabile perché Sammaria confessa al titolare di essersi innamorato di sua figlia e per questo motivo rassegna le dimissioni. Savastano è disperato e chiede a Rosina di sposare il suo impiegato. Dopo un’iniziale naturale reticenza la ragazza, per amore del padre, accetta. Prima delle nozze il commendatore sogna che i figli della coppia, i suoi amati nipoti, nascano tutti con la gobba del padre. Terrorizzato da questa possibilità parla con la figlia e cerca di dissuaderla dal prendere in sposo Sammaria. Rosina non cede alle richieste del padre e sposa l’uomo.  Soltanto dopo averla avuta in moglie l’impiegato svela il suo grande segreto e tra lo stupore generale si toglie la gobba finta e…sotto le vesti di Sammaria non c’è altri che Malvurio che con questo stratagemma raggira il suocero entrando nelle sue grazie e vincendo la sua superstizione.


La regia e il cast


Commedia brillante diretta da Michele Mirabella che dimostra tutto il suo talento e il suo amore per il teatro, dopo anni di esperienze televisive. Un grande aiuto al regista viene dato dal cast di primordine che vede Sebastiano Lo Monaco interpretare il commendator Savastano e Lelia Mangano De Filippo nel ruolo della moglie.  Commedia ambientata negli anni cinquanta, nel primo dopoguerra quando le speranze rendevano le persone scanzonate e la prosperità era alle porte. Per Mirabella l’intento è di ridere della scaramanzia , delle superstizioni e dell’ignoranza mantenendo comunque intatti la magia e i segreti della commedia dell’arte con la fedeltà della trama mirabilmente scritta dal genio di De Filippo.


Due chiacchiere dietro le quinte


Dietro le quinte c’è stata la possibilità di scambiare qualche parola con le giovani attrici. Filo conduttore del dialogo è stato il confronto tra quanto la commedia rappresenti un periodo fiorente e roseo per l’Italia, soprattutto se paragonato con i tempi di crisi che ci troviamo ad affrontare ora e la curiosità di capire se la superstizione faccia ancora parte del mondo attoriale. Simpaticamente si sono svelate poco attratte dalla scaramanzia ma molto legate a piccoli riti come avere in camerino oggetti che ricordano le persone care e vicine oppure avere a portata di mano un profumo di lavanda per rilassarsi prima di andare in scena.


Sebastiano Lo Monaco, una vita da attore


In chiusura cinque minuti di chiacchiere con Sebastiano Lo Monaco, grande attore di teatro, cinema e televisione, che con i suoi 37 anni di esperienza entusiasma tutte le platee che calca.

Personaggio affascinante ed eclettico, gentile ed affabile che ha fatto della recitazione la sua ragione di vita, ha lavorato per i più grandi registi italiani raccogliendo sempre consensi positivi dal pubblico. Orgoglioso del suo mestiere, che definisce il più bello che ci sia, si è dimostrato lontano dalla scaramanzia e superstizione perché grande credente e attento alle vicissitudini che l’Italia sta vivendo, contrapponendo anch’esso questo momento storico di crisi alla prosperità narrata nella commedia di De Filippo. In ultimo, una chicca emozionante quando ha rilevato che tra tutti i meravigliosi ricordi di una vita da palcoscenico, il momento forse più emozionante è stata la recitazione al fianco di Alida Valli, perchè guardandola negli occhi, quegli occhi che avevano osservato Gregory Peck, Orson Welles e Frank Sinastra, è rimasto incantato dal loro fascino e bellezza…come a dire “è vero ma non ci credo…” che stiano guardando me!


 

 

 

giugno 2017


EDITORIALE

di: Alberto Bortolotti

Respiro aria giornalistica fin da quando…sono nato. Faccio infatti parte di una famiglia giornalistica d’altri tempi papà Rino tra i fondatori di “Stadio“ (che poi lo zio Adalberto ha diretto) e mamma Annaluisa impiegata ai dimafoni (giovani lettori curiosi eh? Dopo ve lo spiego) hanno... (...segue +)

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