Tomosintesi di seconda generazione: 13 Proiezioni su un angolo di 40

 

 

 

 

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Scienza

16/04/2013

La soluzione per una diagnosi precoce e sicura del tumore al seno si studia a Sasso Marconi


Articolo e foto di: Marco Sassoli



E’ difficile pensare che oggi in questo nostro paese che lotta con le percentuali del PIL e dello SPREAD, con il declassamento di Moody’s, con i numeri da ottenere alla Camera e al Senato per riuscire a mettere in piedi un Governo sufficiente a portare avanti “solo” alcune riforme, con un numero preoccupante di aziende che chiudono ogni giorno (quasi 2 al giorno solo a Bologna, tanto per fare un esempio), possano esistere ancora eccellenze che riescono a distinguersi a livello mondiale utilizzando unicamente le loro risorse e la volontà granitica delle rispettive proprietà. Di queste eccellenze questo nostro strano paese è pieno, fortunatamente per noi tutti, e resistono, nonostante le enormi difficoltà ad operare e lavorare per le difficili condizioni in cui ci troviamo. Di una di queste eccellenze voglio scrivere, non per esaltarla, ma per testimoniare come il “fare” dell’uomo, quando c’è determinazione e volontà e passione, sia la forza che supera ogni tipo di difficoltà.


La Tomosintesi per prevenire il tumore al seno


Non è probabilmente un caso e non ci dobbiamo forse meravigliare se una delle prime tre aziende al mondo a produrre apparecchiature per la diagnosi del tumore al seno delle donne sia a Bologna.

Si chiama I.M.S. (Internazionale Medico Scientifica) e da molti anni studia la soluzione perfetta per scoprire anche le più piccole tracce nascoste di uno dei più temuti tumori delle donne. Visti i risultati, sembra ci riesca benissimo utilizzando, oltre alla tradizionale tecnica digitale, una nuova tecnologia esplorativa chiamata tomosintesi che la posiziona tra le prime tre al mondo. Un’eccellenza tutta italiana. Un’azienda privata di Sasso Marconi, che con le sue forze ed investimenti progetta, studia, sperimenta, costruisce e vende in ogni parte del mondo.


Ecco una descrizione della particolare tecnologia fornita direttamente dalla Direzione aziendale: “Da qualche anno e con le nostre uniche forze studiamo, sperimentiamo ed utilizziamo la tecnica della tomosintesi digitale alla mammella, in termini tecnici DBT (Digital Breast Tomosynthesis), come strumento diagnostico per una prevenzione più sicura per questo problema tipicamente femminile, in abbinamento alla tradizionale tecnica digitale. La sperimentazione e lo sviluppo della tomosintesi ci costa molto, in termini di tempo e denaro, ma con l’aiuto di validi ricercatori, con la collaborazione di stimati professori e con l’abilità dei nostri tecnici, abbiamo raggiunto risultati tali da renderci praticamente unici in Italia, terzi nel mondo dietro solamente a due grandi multinazionali. Oggi siamo alla Tomosintesi di seconda generazione, ancora più evoluta della prima sperimentata. Di questo ne siamo orgogliosi...”. Il commento è del Presidente dell’azienda Bruno Toniolo, di estrazione tecnica, una vita dedicata alle apparecchiature radiologiche, guarda caso formatosi alla scuola di radiologia delle “antiche” Aldini, l’istituto superiore che per decenni ha sfornato fior di tecnici che hanno fondato aziende rendendo così speciale il nostro territorio per il tessuto economico.


I numeri e l’evoluzione della malattia nella popolazione femminile, solo in Italia, sono da segnalare per l’alta incidenza e l’aumento degli ultimi anni. Le fonti citano un numero di neoplasie mammarie con valori superiori ai 40.000 casi all’anno con un trend in crescita del 28,6%. La fascia di età è compresa tra i 25 e 44 anni. In pratica il 40% di tutte le neoplasie interessa quest’area del corpo femminile. Davanti a questi numeri si comprende come l’importanza della prevenzione nel mondo intero e la precisione degli strumenti utilizzati per diagnosticarla in anticipo, sia determinate per salvaguardare la salute di un numero davvero troppo grande di donne che si possono ammalare gravemente.


La tomosintesi digitale è una tecnica piuttosto recente che permette la ricostruzione di immagini volumetriche del seno partendo da singole proiezioni bidimensionali, ottenute con angolazioni diverse e ricostruite con spessore di 1 mm in visualizzazione tridimensionale (3D), con l’utilizzo di un particolare software. Il principio base è lo stesso della tradizionale tecnica stratigrafica conosciuta, con la differenza che la tomosintesi permette la ricostruzione delle immagini partendo da una stessa sequenza di proiezioni bidimensionali. La ricostruzione volumetrica della tomosintesi supera di fatto alcuni dei limiti della tecnica bidimensionale perché ricostruisce la mammella scomposta in tante immagini che sovrapposte ed analizzate al computer, possono smascherare lesioni che potrebbero essere nascoste dalla sovrapposizione di immagine normali. La nuova tecnica rende quindi visibili e meglio analizzabili nella forma e nei contorni lesioni a volte non rappresentate nella tradizionale mammografica, specie in presenza di mammelle dense. Altri vantaggi certamente non trascurabili della tomosintesi sono che richiede tempi di esposizione e dosi di radiazioni più ridotte e che in virtù della chiarezza delle immagini diminuisce il numero di richiami per nuove indagini (ecografie, risonanze, biopsie), contribuendo a ridurre i costi sanitari delle strutture preposte.


Ma davvero è possibile affermare che IMS è una delle prime tre aziende al mondo per questo tipo di macchinari? “Dopo varie sperimentazioni oggi siamo alla seconda generazione della Tomosintesi. Nel mondo siamo praticamente solo in 3 costruttori ad utilizzare questa tecnica che ricostruisce immagini 3D sovrapponendo immagini stratificate del seno. La prima generazione di Tomosintesi richiedeva tempi di acquisizione delle immagini piuttosto lunghi, quindi costi maggiori per le strutture ospedaliere. Questo in qualche modo era un ostacolo alla diffusione delle macchine. Oggi possiamo contare su software che utilizzano nuovi algoritmi di ricostruzione appositamente dedicati a questa tecnologia. I principi migliorativi della Tomo di seconda generazione interessano sia aspetti legati all’utilizzo della tecnica, sia aspetti pratici per la paziente: gli angoli fra le esposizioni non sono più costanti, ma variabili. Ottimizzandoli si usano solo quelli utili. Le dosi dei raggi rilasciate per ogni esposizione non sono più costanti, ma variabili, quindi di fatto un’esposizione radio minima. L’angolo di scansione è più ampio, 40° in totale. Con un’unica scansione e ricostruzione combiniamo Tomosintesi e mammografia, in pratica due risultati con un unico esame. Utilizziamo infine un detector al Selenio amorfo dedicato di 3° generazione, veloce e con guadagni ottimizzati per la Tomo...”.


La storia di IMS inizia dal suo fondatore e oggi Presidente, Bruno Toniolo, negli anni ’60. Diplomato come tecnico radiologo, Toniolo lavora come commerciale in Libia per un’azienda francese e contemporaneamente ripara macchinari radiologici per il governo libico del tempo. Tornato in Italia apre l’azienda e nell’’89 produce ed espone la sua prima macchina radiologica tutta made in Italy: la Giotto; la prima ad introdurre un design innovativo a forma di cerchio che inclinandosi consente un maggiore rilassamento del muscolo pettorale con un’esplorazione maggiore del seno rispetto alle macchine concorrenti.


Oggi Giotto è ancora una macchina innovativa e venduta in tutti i paesi del mondo perché grazie alla sua forma consente di eseguire contemporaneamente mammografia e biopsia in posizione prona, meno traumatica per la donna. Nel 2010 il lancio della Giotto Tomo, attualmente in dotazione in vari ospedali, tra cui Udine e Bologna, dove la Tomosintesi viene applicata, studiata e continuamente perfezionata con l’aiuto di ricercatori e fisici italiani. “La tomosintesi si può considerare oggi la tecnica più avanzata per le ricerche in senologia. Tutti gli studi, la sperimentazione, la progettazione dei componenti meccanici, elettronici e dei software è made in IMS. L’azienda investe oltre il 5% del suo fatturato in ricerca e sviluppo e importanti università italiane collaborano con noi. Siamo solo in tre aziende al mondo a produrre macchinari per la Tomosintesi. Orgogliosi di essere tra i primi tre. Orgogliosi di essere Italiani – conclude il Patron Bruno Toniolo – Orgogliosi di essere utili alle donne di tutto il mondo”.

 

 

 

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