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Economia

05/03/2014

Riforma del catasto


Articolo di: Elisabetta Smaniotto       Foto di: Archivio



Nella seduta del 4 febbraio 2014 è stata discussa in Senato la c.d. riforma del catasto.


Tale ultimo ufficio svolge finalità fiscali e tributarie in quanto in esso sono documentati i dati relativi agli immobili ubicati in una determinata area, solitamente di confine comunale.

Sono ivi depositati atti, mappe, planimetrie e in genere tutto ciò che l’ufficio tributario deve possedere al fine di documentare la natura, la consistenza e la rendita degli immobili ubicati nell’area di competenza dell’ufficio.


In base alla risultanze del catasto ed in particolare in base alla rendita catastale attribuita a ciascun bene, sono poi determinate le imposte dovute per gli immobili (quali, ad esempio, l’attuale IMU, già l’ICI, già l’INVIM, ecc.ecc.).

La necessità di aggiornare i dati catastali degli immobili è già da tempo sentita ma, ad oggi, non era intervenuta alcuna riforma volta a novellare la materia.

Preso atto della necessità di revisionare l’argomento, al fine di rappresentare correttamente la natura dei beni ed al fine di attribuire una rendita conforme alle caratteristiche del singolo immobile, sono ora in corso lavori parlamentari volti ad analizzare e a definire le modalità dell’intervento riformatore.


Il Senato, a tal proposito, ha ora dato l’avvio al ddl di delega per la revisione del sistema fiscale presentato dal Governo il 18 giugno 2012 (A.C. 5291), il cui articolo 2 si occupa della riforma del catasto oggetto del presente breve intervento.

In particolare, la programmata revisione è volta a riqualificare le rendite catastali degli immobili in virtù di valutazioni formulate in base al numero dei metri quadrati dei beni, e non più calcolando il numero dei vani.


Tale ultima modalità di calcolo, infatti,appariva estremamente aleatoria in quanto i vani possono aver le più svariate dimensioni e, conseguentemente, non era corretto attribuire il medesimo valore a vani di differenti metrature.

Altresì, la nuova valutazione terrà conto anche dell’ubicazione dei beni. La determinazione della rendita, quindi, verrà effettuata in base ad una formula matematica calcolata in base a differenti requisiti.


 

 

 

giugno 2017


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