Pubblicità

 

 

 

 

Economia

03/05/2018

Stabili le imprese femminili


Articolo di: Giuseppe Sangiorgi



Al 31 marzo scorso le imprese attive femminili erano 84.454, pari al 21,0 per cento del totale delle imprese regionali, invariaterispetto alla stessa data del 2017. Va peggio per le imprese non femminili, che risultano 2.676 in meno (-0,8 per cento). L’Emilia-Romagna è risultata quattordicesima per “variazione”, mentre nelle regioni con le quali più spesso si confronta, le imprese femminili crescono dello 0,7 per cento in Lombardia e dello 0,4 per cento in Veneto. È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.

 

I settori di attività economica. La stabilità della consistenza delle imprese femminili deriva dalla composizione di tendenze ampiamente divergenti. Da un alto, quella positiva dell’insieme degli altri servizi, escluso il commercio (+512 unità, +1,3 per cento) e dell’industria (+31 unità, +0,4 per cento), mentre, dall’altro, quella negativa derivante dalla riduzione della base imprenditoriale nell’agricoltura (-292 unità, -2,3 per cento), nel commercio (-260 unità, -1,1 per cento) e nelle costruzioni (-21 unità, -0,7 per cento).

 

La forma giuridica. La tenuta delle imprese femminili è da attribuire alle società di capitale, che sono sensibilmente aumentate (+542 unità, pari a un +3,9 per cento), per effetto dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Questa ha contribuito alla sensibile riduzione delle società di persone (-315 unità, -2,4 per cento), alla quale si è affiancata una flessione delle ditte individuali (-273 unità, -0,5 per cento).Le cooperative e i consorzi continuano a fare registrare una leggera espansione (+1,2 per cento).

 

C’è da aggiungere che negli ultimi quattro anni la demografia delle imprese ha un andamento migliore a livello nazionale, in particolare le imprese femminili sono aumentate in Italia (+0,5 per cento) e in dodici delle regioni italiane.

L’incremento è stato più rapido in Sicilia (+1,4 per cento), nel Lazio e in Campania.

 

 

 

 
 

 

 

 

maggio 2018


EDITORIALE

di: Alberto Bortolotti

Qualche tempo fa è finalmente arrivata la risposta alla domanda "a cosa servono i giornalisti a cosa serve il loro Ordine?". L'hanno data in diretta due voci radiofoniche. Sabato 27 maggio sui 97.3 e 97.6 di Radio International il giornalista Leo Vicari (dipendente dell'azienda) si è... (...segue +)

Focus

Agroalimentare

La scomparsa di Antonio Ricci, padre fondatore dell’Arga

Lo abbiamo incontrato per l'ultima volta nella primavera...

...leggi »

Società

Dieci anni fa il black-out

Il 28 settembre di dieci anni fa un black-out di enormi...

...leggi »

Pubblicisti

LETTERA GIPU N. 2 (31) – Consiliatura 2017-2020 AI GIORNALISTI PUBBLICISTI DELL’EMILIA-ROMAGNA

  LETTERA GIPU N...

...leggi »

Formazione

Un nuovo apprendimento: cambiare il modo di cambiare

Abbiamo bisogno di ripartire se non da zero...

...leggi »

Internazionale

I media multiculturali in italia

I media multiculturali in Italia sono un fenomeno non tanto recente...

...leggi »

SPONSOR

PARTNER

LINK