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Cultura e Spettacolo

24/11/2016

L’arte di Sergio Camellini Dipingere per hobby e per la libertà


Articolo e foto di: Matteo Franzoni



Sergio Camellini, pittore autodidatta dalle grandi doti, uno spirito libero che dipinge per il gusto di farlo, ha solo un difetto…dipinge maledettamente bene!


In occasione dell’inaugurazione della nuova sede finanziaria di Mediolanum vengono esposti alle pareti degli uffici alcuni pezzi più significativi del pittore reggiano Sergio Camellini. Dice Alberto Nobili, uno dei responsabili dell’agenzia di Sassuolo, che per tradizione Mediolanum è propensa a scoprire nuovi talenti di grande valore sia a livello artistico che a livello umano e in questo caso il connubio è certamente ben azzeccato. La vicinanza, il rapporto umano e la relazione sono elementi fondamentali e imprescindibili per occuparsi di denaro ed economia, ma ad Alberto Nobili piace pensare di poter dare molto di più alle persone e ai propri clienti perchè l’arte offre l’opportunità di incontrarsi arricchendosi in modo interiore.

Il quadro che rimarrà nel cuore di Nobili è “Portofino”, non solo perché è di notevole fattura, ma anche perché proprio in quella località il fondatore di Mediolanum incontrò colui che divenne il socio principale.

Sergio Camellini ha iniziato a dipingere per gioco nell’adolescenza, verso i dodici anni, e per lui rimane tuttora un piacere finalizzato al desiderio di occupare il tempo libero divertendosi usando il pennello in libertà realizzando quello che più gli piace. 

In virtù della libertà non segue correnti artistiche specifiche anche se gli piacciono gli impressionisti e i macchiaioli ma preferisce non sentirsi legato ad altri pittori, quindi segue solo se stesso e il suo innato senso artistico. I soggetti delle sue opere sono i più disparati e anche la linea dei disegni non riesce a imbrigliare questo artista che vuole ritrovare e proporre sapori antichi come la calma, la serenità e la volontà di passare del tempo ritornando ragazzino quando la sua maggior preoccupazione era divertirsi.

I contorni delle sue opere sono sfaldati da morbide pennellate a rimarcare che la sua pittura è un rifugio contro il logorio della vita di tutti i giorni. Nei suoi dipinti non esistono serialità nè colori tetri, tutto è solare, i soggetti si prendono il loro spazio e il loro tempo, la ballerina con calma si allaccia le scarpe e pure il fagiano pare non aver fretta di fuggire al cane che rassegnato lo guarda.

Tutto ha il sapore di una vacanza, da “Le Cinque Terre” rappresentate in modo quasi naif per passare alla misteriosa ragazza seduta sul bagnasciuga al mare, perfino i motociclisti sembrano viaggiare lenti gustandosi il panorama. Camellini si sente libero di ritrarre volti in modo spontaneo non applicando un iperealismo nonostante i soggetti da lui ritratti siano sempre riconoscibili. Ritrae in maniera pacata, senza angosciare lo spettatore che osservando i suoi quadri ritrova la serenità e la pace che spesso si tendono a perdere nel solito tran tran di tutti i giorni. I quadri di Sergio rappresentano un mondo umile e semplice, hanno un sapore di antico e di buono come le mele che ha rappresentato.

Camellini crea arte perché ama trascorrere il suo tempo libero in modo rilassato riportando alla mente la sua adolescenza felice. Ama tornare ragazzo, la riprova è che uno dei pezzi a cui è più legato sono “Le Cinque Terre”, che rappresentano la prima gita scolastica fatta con la corriera, un viaggio che lo ha segnato e fortemente colpito, rimanendo scalfito nei suoi ricordi più belli. Nei suoi quadri rappresenta la gente semplice come lui facendo propria la massima “la semplicità è un punto di arrivo non di partenza”, che ha trasformato anche nel suo stile di vita. In mostra fino a martedì 15 novembre presso i nuovi uffici Mediolanum a Sassuolo (Mo).

 

 

 

dicembre 2019


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