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Formazione

22/11/2016

L'importanza della formazione nella ristorazione


Articolo di: Pier Luigi Nanni       Foto di: Redazione



Con queste poche righe di presentazione, inizia una rubrica di argomentazioni, notizie e curiosità concernenti questo complesso e affascinante mondo professionale, ma anche della tavola e dell’alimentazione.

Insieme percorreremo un lungo e avvincente viaggio anche nel tempo in questo seducente contesto da quando la ristorazione e l’arte culinaria erano, per i più, necessità di sopravvivenza, o goduriosa e sprechi per pochi privilegiati.

Inoltre, la redazione è lieta di poter riguardare i gentili lettori rispondendo a richieste e specifiche domande che vorranno inviarci inerenti a tale argomento.


Formazione


La formazione professionale è da qualche tempo ritenuta uno dei fattori prioritari e fondamentali per una ristorazione evoluta, di classe e soddisfacente per gli avventori delle nostre tavole. Se tal elementare concetto era vero per “ieri”, lo è ancora più oggi con un mondo che muta ed evolve sempre più velocemente.


La necessità di un’indispensabile formazione professionale specifica e di un aggiornamento continuo al passo con i tempi, è un problema sentito da tutti gli operatori, poiché è lo specifico settore che lo richiede, dove è ampio il consenso di principio ma, come avviene poi nella realtà, più difficile è il tradurlo in pratica. Anche perché le esigenze sono diverse: per chi è giovane e deve essere inserito nel mondo del lavoro e per chi invece è rimasto indietro o, peggio ancora, confinato in uno spazio professionale poco in linea con quanto il mercato richiede. Se da una parte il mondo del lavoro richiede lavoratori competenti, addestrati e responsabili, dall’altro, coloro che sono in attesa di occupazione e che, purtroppo, non sono adeguatamente preparati per ciò che il mercato offre.


Stimoli e indicazioni sulle attività da svolgere ci vengono rapportate anche dall’estero, in quanto ormai non ci si confronta più con la sola realtà circoscritta entro i propri confini nazionali, bensì col resto del mondo. Si è continuamente informati su ciò che avviene in ogni parte del mondo, grazie alla comunicazione in tempo reale.

Il fenomeno tipico di questi ultimi decenni definito “globalizzazione”, comporta orizzonti sempre più vasti favorendo la possibilità di entrare in contatto con tutto il pianeta, anche attraverso collaborazioni e contatti internazionali: di questo si deve tener conto nel programmare una moderna tematica didattica.

Inoltre, si deve considerare che l’Europa si sta pian piano trasformando in una società multirazziale, in quanto culture diverse si confrontano, si mischiano e a loro volta provano a integrarsi nella società presente. Importantissimo e determinante, è assumere atteggiamenti di rispetto e interesse nei confronti delle civiltà diverse dalla nostra.


Ne consegue che anche la formazione professionale dovrà essere adeguatamente competitiva e migliorarsi continuamente attraverso un confronto reale, continuo e porsi attivamente in discussione e controllare la validità degli obiettivi raggiunti e inseguire quelli che si sono prefissi per non vanificare inutilmente le risorse.

   Gli essenziali stimoli non occorre andarli a cercare tanto lontano da noi, in quanto sono largamente presenti nel nostro territorio. Ciò vale per l’Italia più che altrove, poiché la complessità geografica del paese e le differenze culturali rappresentano una grandissima ricchezza intrinseca anche se non sempre semplice da recepire per la storica diversità. Indispensabile sarebbe instaurare rapporti di collaborazione col mondo produttivo professionale attraverso una migliore corrispondenza tra le risorse umane richieste dal mercato del lavoro e le risorse disponibili. Imparare a conoscere è il primo fondamentale passo onde poter capire al meglio come rapportarsi con esso e cosa poter ottenere dal territorio stesso senza interferire col suo equilibrio.


Il concetto stesso della ristorazione è oggi profondamente mutato.

Dall’antica esigenza di rifocillare il viandante al costume diffuso di mangiare fuori di casa per gustare piatti che non sempre si preparano nell’ambito familiare, per non affaticarsi ai fornelli, per il piacere di un attimo conviviale e al bisogno di alimentarsi per sfamarsi, all’esigenza moderna di nutrirsi con limitate quantità ma rigorosamente di alta qualità.

 

 

 

aprile 2019


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