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Agroalimentare

08/05/2014

Nasce il “colosso” italiano dell’ortofrutta naturale

Agrintesa e Brio, protagonisti nel bio

Con Alegra ed Apo Conerpo la cooperativa faentina entra nella compagine societaria dell'azienda veronese leader nel settore biologico


Articolo di: Lamberto Mazzotti



Un nuovo ruolo nel biologico, che rafforzi una presenza già significativa e apra nuove prospettive per conquistare la leadership nella produzione e nel mercato dell’ortofrutta coltivata con tecniche naturali e certificate, rispettose della salute e dell’ambiente: con questo obiettivo la cooperativa faentina Agrintesa, insieme con la società commerciale Alegra e l’organizzazione di produttori Apo Conerpo, entra nella compagine societaria della veronese BRIO, protagonista di primo piano, in Italia e all’estero, nella vendita dei prodotti alimentari bio.


“Con questa operazione – dichiara il presidente di Agrintesa, Raffaele Drei – la nostra cooperativa entra nel capitale di Brio con una quota del 39%, l’associazione Apo Conerpo con il 5% e la società Alegra con il 7%, mentre il rimanente 49%  resta in mano alla cooperativa La Primavera - una delle realtà pioniere del biologico italiano e fondatrice, nel 1993, della stessa BRIO - e ad altri soci minori”. “Dopo il riassetto delle quote – prosegue Drei – è stato inoltre previsto un aumento di capitale di 2,5 milioni di euro al fine di rafforzare ulteriormente la società”.


“In vent’anni – dichiara Andrea Bertoldi, amministratore delegato di BRIO – la nostra società ha registrato una crescita costante e oggi commercializza quasi 20.000 tonnellate di prodotti ortofrutticoli a cui si aggiungono 1.650 tonnellate di altre derrate alimentari, tutte rigorosamente biologiche. Il fatturato 2013 ha sfiorato i 37 milioni di euro, con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente, ed è stato realizzato per il 40% all’estero”. Se si considerano anche le altre società del Gruppo (Brio France, Biologica 2006, Terre del Sud, Brio Deutschland e BDL Trasporti), il volume d’affari sale a 50 milioni di euro (+6% sul 2012) e le quantità sfiorano le 25.000 tonnellate.

“Dati che ben testimoniano il ruolo di primo piano che BRIO ha sempre ricoperto in questo settore – prosegue Bertoldi – senza dimenticare che l’invidiabile patrimonio di esperienza e conoscenza accumulato nel corso degli anni è ora a disposizione del nuovo progetto di crescita che vede Agrintesa, Alegra ed Apo Conerpo ‘portare in dote’ la loro straordinaria capacità produttiva, organizzativa e commerciale”.


“La ‘nuova’ BRIO prende il via il prossimo 1° giugno – conclude Bertoldi – con l’obiettivo di raddoppiare il proprio fatturato globale (100 milioni di euro) entro i prossimi 5 anni”.

“In quest’ottica di collaborazione a 360° – sottolinea Davide Vernocchi, presidente di APO Conerpo – la nuova partnership potrà garantire orizzonti produttivi e commerciali sul biologico  più ampi e nuove opportunità di crescita per tutte le cooperative aderenti; siamo di fronte ad un progetto di aggregazione decisamente moderno ed ambizioso in grado di assicurare nuovo slancio all’intero sistema ortofrutticolo nazionale”.

“Tra i diversi vantaggi di questa operazione – prosegue il presidente Drei – è importante sottolineare la possibilità offerta oggi alla nostra base produttiva di indirizzarsi ancor più verso l’agricoltura biologica, un sistema certificato e naturale, rispettoso dell’ambiente, ma anche portatore di interessanti prospettive economiche”.


“Agrintesa vanta una lunga tradizione nel biologico – rileva il direttore generale Cristian Moretti – ma oltre ai numeri, peraltro significativi, va evidenziato il contributo che la nostra cooperativa può assicurare in termini di pianificazione industriale, vale a dire di qualificazione e programmazione delle produzioni, specializzazione e concentrazione delle lavorazioni, modernizzazione delle politiche di vendita, razionalizzazione e contenimento dei costi, flessibilità e innovazione della logistica, ricerca di nuove economie di scala; a tal fine specializzeremo ulteriormente gli stabilimenti di Gambettola (FC) e Zevio (VR)”.

“Con questa importante sinergia – afferma Gianni Amidei, consigliere delegato di Alegra – il mondo ortofrutticolo che fa capo al sistema Alegra/Agrintesa può consolidare significativamente la propria posizione, partendo dalle attuali 8.000 tonnellate (12 milioni di euro di fatturato) per salire all’attenzione del mercato nazionale ed internazionale quale prima realtà italiana dell’ortofrutta biologica con un’offerta complessiva di oltre 33.000 tonnellate”.


“La nostra è una risposta moderna e articolata alla continua crescita del mercato dei prodotti biologici – prosegue Gianni Amidei – che ha fatto segnare in Italia nel primo semestre 2013 un incremento della domanda dell’8,8% (dati Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica)”.

“A questa rilevante performance – conclude Amidei – si affiancano i numeri in crescita relativi all’export italiano con un fatturato che, secondo le ultime rilevazioni, si assesta sopra il miliardo di euro. In risposta a queste tendenze indubbiamente positive, c’è un dato che rimane contradditorio: l’Italia, primo paese europeo per le esportazioni di prodotti biologici, continua a rimanere il fanalino di coda dei consumi bio con un 1,5% contro il 7,6% della Danimarca, il 6,5% di Austria e Svizzera ed il 6% del Regno Unito. E’ quindi nostra intenzione cogliere questa grande opportunità di crescita”.


“Con 25 anni d’attività alle spalle – dichiara Gaetano Zenti, presidente de La Primavera – la nostra cooperativa si conferma la prima azienda italiana interamente specializzata nelle coltivazioni biologiche ed ora si appresta a diventare una realtà ancora più moderna, dinamica e organizzata, in grado di raggiungere rapidamente i propri obiettivi di sviluppo. La Primavera, diventando socia di Agrintesa e Apo Conerpo, può apportare un valore aggiunto alla compagine sociale, condividendo con le altre aziende agricole i valori e le conoscenze acquisite negli anni”.

“La nascita di questo nuovo soggetto agroalimentare tra due importanti attori del comparto ortofrutticolo italiano – concludono Bertoldi e Drei – consentirà un generale ‘salto di qualità’ con una gamma d’offerta che si allarga e si completa per raggiungere nuovi mercati, grazie alla qualità certificata dei prodotti e alla moderna organizzazione dell’intera filiera”.

 

 

 

settembre 2017


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