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Cultura e Spettacolo

12/03/2014

Una notte bianca tutta da ridere

Commedia brillante di Gabriele Pignotta a Maranello


Articolo e foto di: Matteo Franzoni



All’Auditorium Enzo Ferrari di Maranello è andata in scena “Una notte bianca tutta da ridere”, commedia del giovane attore e autore Gabriele Pignotta, riscontrando un ottimo gradimento del pubblico presente.


I tre protagonisti, Camilla, Davide e Andrea, si trovano all’interno di un ascensore quando questo si blocca a casa di un blackout durante la prima notte bianca di Roma nel 2003. I tre, che non si conoscono, passati la paura e shock iniziale per la situazione paradossale, cominciano a dialogare, la convivenza forzata li porta a confrontarsi, a farsi domande e a riflettere sul senso della loro vita.

Sono isolati dal mondo esterno, il palazzo in cui sono bloccati ospita principalmente uffici, chiusi a quell’ora e i cellulari non hanno campo.

I tre giovani sono reclusi forzatamente per diverse ore e nella nottata raggiungono una tale intimità e affinità da trovare paradossalmente la voglia di mettersi in gioco e di cambiar vita: hanno desiderio di stare insieme e ridere, vogliono recuperare quella dimensione umana dello stare assieme che al giorno d’oggi nonostante tutti i mezzi di comunicazione i giovani stanno perdendo.


Emozionante è il momento in cui Camilla, Davide e Andrea si riflettono nello specchio dell’ascensore, che chiaramente non esiste e che è immaginato tra il pubblico e loro.

Lo specchio non è altro che un’occasione per confrontarsi e guardare oltre le apparenze, una finestra descrittiva della generazione di questi ventenni/trentenni resi meno umani dalla tecnologia.

Per qualche istante stanno li a rimirarsi in silenzio con espressioni molto eloquenti e al pubblico sembra di fare la stessa cosa che fanno gli attori. Senza distrazioni di smartphone e tecnologia, isolati dal mondo esterno al teatro, anche gli osservatori paganti si chiedono : ma io sono realmente felice della mia vita? Ho modo e voglia di dare una svolta alla mia vita?

Una commedia brillante, ricca di gag e sketch comici, utile a tutti non solo per ridere ma anche per pensare a chi siamo, alla nostra fondamentale insoddisfazione o rassegnazione.


Due chiacchiere con Gabriele Pignotta


In conclusione c’è stata occasione per conoscere l’autore nonché protagonista della commedia, Gabriele Pignotta. Ovviamente la prima curiosità è stata capire quanto conti per lui il dialogo e il confronto. La sua risposta è stata una riconferma ai temi della commedia perché Gabriele, anche nel personale, ama molto osservare e carpire i meccanismi dell’animo umano per poi raccogliere informazioni ed emozioni raccontandole al suo pubblico teatrale grazie anche all’introspezione e al dialogo con se stessi, fondamentali per tirar fuori le proprie urgenze e raccontarle.

Il suo rapporto con la tecnologia si dimostra invece più distaccato rispetto alla stragrande maggioranza dei suoi coetanei. Secondo Gabriele può essere utile fermarsi e guardarsi senza interferenze e disturbi esterni, cercando di visualizzare al meglio la propria esistenza e magari cercare di individuare i problemi e ricercare le soluzioni.

Spesso tanta tecnologia rischia di confondere e distrae lasciando poco spazio per la riflessione.

L’idea per la scrittura e stesura della commedia è nata osservando la realtà che Gabriele vede e vive quotidianamente, nella quale ha voluto ritagliare uno spazio fondamentale per la risata che crede sia alla formula più immediata per arrivare al cuore gli spettatori, per veicolare messaggi, anche quelli seri.

Alla domanda “per lei cosa è la felicità?” la risposta è stata…un sospiro!

Poi l’autore ha ammesso che una domanda del genere richiederebbe una riflessione approfondita, ma che così, su due piedi, risponderebbe che la felicità è riuscire a fare quello che sente e che ama fare: narrare storie facendo l’attore di teatro e di cinema che altro non sono che due facce della stessa medaglia, utili entrambe per raccontare e raccontarsi.


Un aneddoto di “Una notte bianca tutta da ridere”?


Gabriele rimase personalmente chiuso in ascensore durante la prima notte bianca organizzata a Roma nel settembre del 2003…quando si dice che non tutto il male viene per nuocere!

 

 

 

giugno 2017


EDITORIALE

di: Alberto Bortolotti

Respiro aria giornalistica fin da quando…sono nato. Faccio infatti parte di una famiglia giornalistica d’altri tempi papà Rino tra i fondatori di “Stadio“ (che poi lo zio Adalberto ha diretto) e mamma Annaluisa impiegata ai dimafoni (giovani lettori curiosi eh? Dopo ve lo spiego) hanno... (...segue +)

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