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Agroalimentare

17/01/2014

I° articolo

1. La prelazione agraria

Il presente contributo si propone di illustrare ai lettori il profilo giuridico del diritto di prelazione agraria


Articolo di: Elisabetta Smaniotto       Foto di: Archivio



Al fine di analizzare in maniera esauriente gli aspetti di maggior rilievo dell’istituto richiamato, verrà oggi proposta un’introduzione e, successivamente, verranno poi pubblicati successivi approfondimenti, inerenti i singoli aspetti dell’istituto che è opportuno gli operatori conoscano.


Preliminarmente, prima di addentrarci nell’analisi della species della prelazione agraria, occorre rendere la definizione di diritto di prelazione in generale.

Si tratta di un istituto tipico e nominato in diverse norme del codice civile e in leggi speciali, in forza del quale viene attribuito ad un soggetto il diritto ad essere preferito rispetto ad ogni altro soggetto, a parità di condizioni, nella stipula di un determinato contratto.


Lo strumento può trovare fonte sia nelle legge, sia nella volontà delle parti, in virtù del principio di autonomia contrattuale che il codice civile rende nell’articolo 1322, a mente del quale viene richiamato il concetto di “meritevolezza” di interessi.

Pertanto, a seconda che la fonte sia legale, ovvero convenzionale, si parla nel primo caso di prelazione legale e nel secondo caso di prelazione volontaria.


Il meccanismo innescato nel diritto di prelazione consiste nel fatto che, qualora il proprietario del singolo bene intenda disporne a titolo oneroso, è tenuto ad offrirlo in prelazione al soggetto legittimato attivo del diritto che può acquistare il bene con priorità rispetto a soggetti terzi.

Presupposto per l’operatività della prelazione in parola è che il trasferimento avvenga a titolo oneroso e che, quindi, la controprestazione che il cedente deve ricevere, sia fungibile.


Nel caso di donazione o di altro trasferimento a titolo gratuito, infatti, il diritto di prelazione non potrà operare in quanto manca l’onerosità che è alla base dello strumento in parola.

Tale premessa si è proposta la mera finalità di introdurre l’istituto: saranno infatti oggetto di successivi interventi l’analisi di altri aspetti quali la prelazione agraria vera e proprio, le modalità di esercizio della stessa, la c.d. denuntiatio, il diritto di riscatto, i termini di esercizio e tutto ciò che sarà opportuno affrontare per aiutare i lettori ad inquadrare in modo congruo l’istituto proposto.


Leggi il II° articolo »

 

 

 

maggio 2017


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