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Economia

04/05/2017

Ancora in calo il numero delle imprese

Al termine del primo trimestre, le imprese attive in regione subiscono un’accelerazione della flessione (-2.760 unità, -0,7 per cento) rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, mentre in Italia la base imprenditoriale attiva resta invariata. Diminuiscono le imprese dell’agricoltura (-1.204), delle costruzioni (-1.004) e del commercio (-763). Segnali positivi da alcuni settori dei servizi. Più contenute la crescita delle società di capitale (+1.883), sia la riduzione delle ditte individuali (-2.478), mentre si amplia la flessione delle società di persone (-2.160).


Articolo e foto di: Giuseppe Sangiorgi



Unioncamere Emilia-Romagna ha elaborato i dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio. Le imprese registrate in regione a fine marzo sono risultate 457.255, quindi 2.865 (-0,6 per cento) in meno rispetto alla fine del 2016. La riduzione congiunturale rilevata risulta la più ampia riferita al primo trimestre negli ultimi tre anni. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, le iscrizioni (8.746) sono rimaste sostanzialmente invariate al nuovo livello minimo degli ultimi dieci anni. Le cessazioni (11.687) sono invece leggermente aumentate, anche al di sopra dei valori dello stesso trimestre 2015.


Il dato delle imprese attive rende l’effettiva capacità della base imprenditoriale. A fine marzo, le imprese attive erano 405.174, pari a 2.760 in meno (-0,7 per cento) rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Il ritmo della flessione tendenziale rilevata accelera lievemente rispetto a quello riferito allo stesso trimestre dello scorso anno (-0,6 per cento), mentre a livello nazionale le imprese attive restano sostanzialmente invariate.


I settori che hanno maggiormente determinato la riduzione delle imprese attive sono l’agricoltura, silvicoltura e pesca (-1.204 unità, -2,0 per cento), le costruzioni (-1.004 unità, -1,5 per cento) e l’insieme del commercio (-763 unità, -0,8 per cento). Segno rosso anche per le attività immobiliari (-470 unità, -1,7 per cento) e il settore manifatturiero (-468 unità, -1,1 per cento). Segnali positivi provengono solo dai settori dei servizi, in primo luogo dall’aggregato del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi di supporto alle imprese (+403 unità, +3,6 per cento), quindi dalla crescita dei servizi di alloggio e ristorazione (+283 unità, +1,0 per cento).


Gli andamenti sono nettamente divergenti anche per le tipologie di forma giuridica delle imprese. L’unico sostanziale segno positivo deriva dal forte aumento tendenziale delle società di capitale (+1.883 unità, +2,2 per cento), grazie al sostegno dell’attrattività della normativa sulle società a responsabilità limitata, che invece ha gravato sulla diminuzione di 2.160 unità (-2,6 per cento) delle società di persone, sensibilmente più ampia di quella subita nello stesso trimestre dello scorso anno e la più ampia mai registrata dal 2000 in poi.

Sono andate perdute inoltre 2.478 ditte individuali (-1,1 per cento), un po‘ meno che nello stesso trimestre dello scorso anno.



 

 

 

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