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Segreteria GIPU

GINO BADINI, IL GIORNALISTA PUBBLICISTA IDEATORE DI MEDIA MEMORIAE .DALLA "FIACCOLA "A "REGGIOSTORIA".

 

di Roberto Zalambani

 

A dieci anni dalla sua scomparsa, tra le tante iniziative che lo hanno visto protagonista, di Gino Badini non possiamo dimenticare l' attività di giornalista pubblicista non solo per gli articoli che ha scritto e pubblicato ma anche perchè decise di dedicare alla categoria parte del suo tempo.

 

Insieme all' Associazione Stampa Reggiana, della quale è stato anche Presidente, fu l' ideatore, nel 2007, della denominazione del primo coordinamento nazionale dei cronisti della memoria, di culture e tradizioni. In una delle cene " organizzative " nella sua casa di viale Umberto I, tra un tortello e un erbazzone, ebbe l' intuizione felice di chiamare " Media memoriae " un aggregato spontaneo di studiosi che si dedicavano , spesso sconosciuti uno all' altro, nelle diverse regioni italiane, a valorizzare e divulgare la storia locale.

 

La formula era quella di un convegno annuale, da tenersi in territori diversi anche molto lontani tra loro, coinvolgendo attori della società e della comunicazione. La prima edizione si svolse nel 2008, tra la sede dell' Università Unimore a Reggio Emilia e i luoghi di Giovannino Guareschi nelle Terre Verdiane. Dell' ideatore di don Camillo e Peppone ricorrevano i cento anni dalla nascita e i quaranta dalla morte.

 

Per coloro che non conoscono il significato della qualifica di Giornalista Pubblicista va spiegato che questa denominazione indica la stragrande maggioranza dei giornalisti iscritti all' Ordine professionale che svolgono un' attività certificata continuativa ma non esclusiva potendo, nel contempo, praticare altre professioni, mi verrebbe da dire tutte le professioni .

 

Pochi sanno però che la prima organizzazione dei Pubblicisti italiani ebbe la culla proprio a Reggio Emilia intorno alla rivista " La Fiaccola ", periodico illustrato di Lettere, Scienze e Arti, fondata da Gino Ghidoni e diventata l' Organo ufficiale dell' Associazione Pubblicisti Italiani.

 

Da Gino a Gino mi verrebbe da dire. Pochi anni durò questa esperienza ma credo meriti di essere raccontata grazie alle raccolte rilegate e consultabili nella Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia oppure sfogliando le copie conservate nella grande Biblioteca - Emeroteca Tucci di Napoli. Ma andiamo con ordine. Il primo numero de " La Fiaccola " venne pubblicato nel maggio 1921.

 

Rivista culturale mensile, aveva la redazione a Reggio Emilia presso lo studio Franceschini in via Cavallotti 4. Il numero successivo, datato maggio / giugno, era già indicato come Organo ufficiale dell' Associazione Pubblicisti Italiani.

 

Abbonamento annuale lire 10, costo del singolo fascicolo lire 2,50, diffusione a prezzo doppio all' estero. Scorrendo l' elenco delle succursali per informazioni, abbonamenti e commissioni di pubblicità e l' elenco di coloro che le gestivano come capiredattori di tanti altri periodici collegati, si ha subito la conferma della prestigiosa rete di scrittori, prestati al pubblicismo, che Gino Ghidoni riuscì a coinvolgere, sparsi per tutta la Penisola.

 

Dalla Sicilia al Piemonte, dalla Calabria al Veneto, dalla Puglia alla Lombardia, dalla Campania alla Liguria passando per Roma, L' Aquila, Ancona, Firenze, Bologna, Venezia. Una redazione si trovava ad Alessandria d' Egitto, un' altra a Parigi, altre ancora a Capolago ( Canton Ticino, Svizzera ) e a Tripoli , precisamente a Sciara Bel Her.

 

Nel messaggio ai lettori del primo numero, Ghidoni scrive: " Ho pensato che, quanto più numerose e diverse nascono e pullulano presso di noi le Riviste tanto più chiaramente si avverte la mancanza di una Rivista che non sia il larvato esponente di una scuola o di un partito, che interessi tutto il pubblico e non una parte determinata o minima di esso, che sia costantemente redatta con brio e agilità di contenuto e di forma, che ubbidisca alle più rigorose norme dell' estetica editoriale, che, per l' assidua e rigorosa attuazione del suo programma, possa arrogarsi il diritto di essere conosciuta e diffusa, indipendentemente dalle particolari convinzioni politiche, morali e letterarie di ciascun lettore.

 

Una tale rivista mi sono imposto che diventi " La fiaccola ", una rivista che colmi una lacuna, che compia una necessità, che quasi appaia l' adempimento di un voto comune. Uomini ( e donne come Ada Negri e Grazia Deledda-ndr ), di idee e di attività fondamentalmente diverse costituiscono la Direzione e la Redazione, personalità eminenti nei più vari ed opposti campi costituiscono il Comitato consultivo, scrittori ed artisti dei più cari al pubblico italiano, nella letteratura, nell' arte e nella scienza, sono collaboratori ".

 

La rivista promosse tre Concorsi Nazionali con ciascuno mille lire di premio: per una copertina, per una novella o un bozzetto e per una poesia. Siamo in una stagione nella quale si valorizzavano le arti anche dal punto di vista economico. Era lo stesso professor Ghidoni a vagliare le domande e a selezionare gli articoli da pubblicare su " La Fiaccola ".

 

La rete di riviste dell' Associazione era composta da trenta pubblicazioni periodiche che avevano accettato lo Statuto che prevedeva l' aiuto ai pubblicisti favorendo la pubblicazione dei loro migliori lavori su giornali e riviste e segnalandoli attraverso recensioni alle Case Editoriali e Cinematografiche; promuovendo manifestazioni tendenti allo sviluppo di questo specifico giornalismo.

 

C'era anche un forte impegno ideale che era quello di " unire in vincolo di fratellanza quanti hanno amore e passione per la missione della stampa ". L' efficiente e smisurata Biblioteca Antonio Panizzi, nella sezione " Giornali Cittadini ", conserva, come detto, due volumi rilegati della rivista; il primo raccoglie le copie fino a quella dell' aprile / maggio 1922, dove è pubblicata una foto di Gino Ghidoni con il professor commendator dottor Emilio Ungania della Reddit University of Washington.

 

Il successo de " La Fiaccola " è confermato anche dalle tante inserzioni pubblicitarie. Tra le banche spiccano la Cassa di Risparmio di Reggio Emilia presieduta da Camillo Prampolini, il Banco di S. Prospero di Reggio Emilia, il Credito Romagnolo di Bologna, la Banca di Reggio-Emilia, la Banca Unione Cattolica Agricola Reggiana per il Credito Agrario. Tra gli altri inserzionisti spiccano operatori dei profumi, dell' abbigliamento, dell' industria alimentare e ritrovi quali il Caffè Nazionale definito " il più elegante di Modena ".

 

L' Italia intera è ancora profondamente agricola la la pubblicità della Premiata Officina di Costruzioni Meccaniche Landini Giovanni & Figli di Fabbrico, che presenta sulla rivista la brevettata " Locomotiva ad Olio Pesante Extradenso " sta a dimostrare quali sforzi innovativi si stiano compiendo per rendere moderno e produttivo il settore primario. " La Fiaccola " inizia la sua avventura editoriale animata dallo spirito della Vittoria che completa il Risorgimento esaltando il mito di Giuseppe Garibaldi, Giosue Carducci e Francesco Baracca, l' amore per le radici di Ada Negri e Grazia Deledda; poi si sposta progressivamente seguendo la parabola " populista " di Gabriele D' Annunzio, così divisivo nella vita come negli scritti, che avrà il suo sbocco nella Dittatura.

 

La lezione di Ghidoni e de " La Fiaccola " non è andata perduta e in particolare la nostra Regione ha dato corpo a un coordinamento di Giornalisti Pubblicisti, denominato " Gi.Pu: ", che porta avanti una presenza e un impegno che a Reggio Emilia continua a produrre terreno fertile per la nostra categoria seguendo l' opera di Gino Badini e Mario Guidetti .Oggi sicuri punti di riferimento sono , tra i tanti, il Direttore di questa rivista Fabio Cocconcelli e il Presidente dell' Associazione Stampa Reggiana, Giuseppe Adriano Rossi.