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Economia

05/02/2013

La domanda di lavoro nel primo trimestre 2013: saldo tra entrate e uscite ancora negativo nella provincia di Forlì-Cesena

Disponibile sul sito della Camera di Commercio di Forlì-Cesena il report “Excelsior”, relativo al mercato del lavoro e alle sue dinamiche nella provincia di Forlì-Cesena, aggiornato al primo trimestre 2013


Articolo di: Paola Meticca



La crisi perdurante e la prospettiva che si prolunghi per tutto il 2013, frenano la ripresa della domanda di lavoro da parte delle imprese che, in Italia, per il primo trimestre 2013 è prevista pressoché invariata rispetto all’ultimo trimestre 2012. In provincia di Forlì-Cesena i contratti di lavoro che si prevede saranno attivati nel trimestre potranno raggiungere, nel loro insieme, le 1.880 unità. In linea con quanto accade a livello nazionale, solo 1.170 unità (62% del totale) riguarderanno assunzioni di personale dipendente. A questi si aggiungeranno poi 220 contratti in somministrazione (i cosiddetti "interinali"), pari al 12% del totale, quasi 400 contratti di collaborazione a progetto (21%) e un centinaio di contratti relativi ad altre modalità di lavoro indipendente (5%). L’analisi dei dati relativi all’inserimento di lavoratori con modalità contrattuali diverse costituisce una novità introdotta proprio a partire dal I trimestre 2013.

A queste “entrate” di lavoratori, sia subordinati che autonomi, si contrappongono poco più di 1.900 “uscite” (dovute a scadenza di contratti, pensionamenti, ecc…) da cui deriva un saldo negativo pari a una ventina di unità, la componente più penalizzata è quella del lavoro dipendente, con 1.170 assunzioni e 1.800 (-630 circa posti di lavoro).

Questi dati sono il risultato del monitoraggio eseguito periodicamente dal sistema camerale mediante Excelsior, il sistema informativo attivato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, banca dati sui fabbisogni occupazionali delle imprese italiane, suddivisi per categoria professionale, tipo di qualifica, titolo di studio, tipologia contrattuale, territorio e dimensione aziendale. I report (annuali e trimestrali), sono pubblicati e disponibili sul sito della Camera di Commercio di Forlì-Cesena (www.fc.camcom.gov.it, area informazione economico statistica, prodotti).


Dall’esame dei dati riguardanti il lavoro dipendente, relativi alle previsioni occupazionali della provincia di Forlì-Cesena, per il primo trimestre 2013, risultano 1.170 assunzioni, di cui circa un terzo rivolto agli under trenta, anche se il saldo entrate/uscite risulta comunque negativo di 30 unità. Le previsioni Excelsior per questo primo trimestre del 2013 riportano un aumento delle assunzioni "non stagionali" (incidenza pari al 74,6% del totale), mentre la componente "stagionale" si attesta al 25,4%., incidenza più elevata rispetto a tutti gli altri livelli territoriali.

Sul totale delle assunzioni previste, il 68,7% sarà a tempo determinato, e solo il 18,8% a tempo indeterminato (le restanti percentuali confluiscono nell’apprendistato pari al 7,8% e in altre forme contrattuali al 4,6%); è inoltre possibile notare un aumento dell’incidenza delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto al trimestre precedente (pari al 14% del totale).

La percentuale delle assunzioni previste nel settore dei servizi appare in aumento, passando dal 61% dell'ultimo trimestre del 2012, all'attuale previsione del 67,5% (con particolare riferimento al commercio), mentre il 38,5% sarà realizzato da imprese di maggiori dimensioni (con almeno 50 addetti).

Con riferimento alle assunzioni previste, nel 66,2% dei casi è richiesta una specifica esperienza pregressa; il 18% delle imprese prevede difficoltà nel reperimento delle figure professionali desiderate, mentre il 27,1% delle assunzioni sarà rivolta a lavoratori immigrati, incidenza in aumento rispetto all'ultimo trimestre considerato (quando era pari al 12,1%).

Passando alle figure professionali maggiormente richieste nel primo trimestre 2013, al primo posto ci sono i “Commessi e altro personale qualificato nelle attività commerciali” e “Cuochi e camerieri” (rispettivamente il 16,2% e l' 11,1% del totale); seguono il “Personale di segreteria e servizi generali” (10,3%), e gli “Operai nelle industrie chimiche, del legno, della carta, e altre industrie” (9,4%). Inoltre, nel 65,7% dei casi, le imprese ritengono difficoltoso il reperimento di “Professioni operative dei servizi alle persone e di sicurezza”.


Le assunzioni “non stagionali”, nel primo trimestre del 2013, sono previste in aumento rispetto all'ultimo periodo considerato, che esprimeva variazioni negative legate al prolungarsi della crisi . L' 11,3% di esse sarà rivolto a laureati, il 47,9% a diplomati, il 17,1% a lavoratori in possesso di una qualifica professionale, mentre la restante parte (23,7%) non prevede alcuna formazione specifica.


Parallelamente alla rilevazione “congiunturale” dei fabbisogni occupazionali prosegue anche l’attività di aggiornamento del sistema informativo Excelsior su base annuale, indispensabile per cogliere le tendenze di fondo che caratterizzano la domanda di lavoro delle imprese nella provincia di Forlì-Cesena.

Nell’anno 2012, la serie storica dei tassi di variazione provinciali ha evidenziato per la quarta volta dal 1997, anno di inizio della rilevazione, un valore negativo (-1,2%). La serie storica provinciale riporta, inoltre, un aumento negli anni del peso dei contratti a tempo determinato (79,3% sul totale delle assunzioni del 2012) e una contestuale riduzione di quelli a tempo indeterminato (11,8%).


“Il lavoro continuo di analisi territoriale conferma – commenta Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena – che tutta la nostra economia, e quindi anche i livelli occupazionali, stanno risentendo pesantemente della crisi tuttora in atto, crisi che ha amplificato già note difficoltà strutturali preesistenti.
Ribadisco l’impegno della Camera di Commercio che, da sempre attenta alle dinamiche del locale mercato del lavoro, continuerà ad operare per rafforzare tutto il sistema imprenditoriale, contribuendo di conseguenza a supportare la tenuta dei livelli occupazionali, mediante azioni rivolte alla crescita delle conoscenze e delle competenze; gli obiettivi primari rimangono quelli di rafforzare la competitività delle aziende e l’attrattività del territorio”.

 

 

 

luglio 2017


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