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Scienza

03/05/2018

Droga e violenza: si parte dalla famiglia


Articolo di: Maggi Simona



Emergenza droga e violenza. I fatti di cronaca registrati negli ultimi giorni parlano chiaro e proprio sul tema la Comunità Incontro Onlus Molino Silla di Amelia fa una riflessione. Per capire come combattere l’abuso di sostanze è necessario analizzare non solo ì danni che queste causano, ma  anche comprendere qual è il bisogno che spinge un numero sempre crescente di persone al loro consumo. I cambiamenti  sul  mercato delle sostanze illegali mostrano come le persone che fanno uso di questo tipo di sostanze abbiano una grande difficoltà nel gestire e vivere le emozioni e che ricerchino proprio nelle droghe un aiuto nell’affrontare determinati problemi, scegliendo la sostanza che promette di restituire un determinato stato d’animo. “Ciò che dovremmo imparare invece è che le emozioni andrebbero ascoltate come e quando vengono, visto che sono loro a dirci come siamo fatti nel profondo  e a dare un senso alle nostre esperienze” afferma  David Martinelli psichiatra dell’Onlus Molino Silla di Amelia

La continua ricerca della scelta  di cosa provare e cosa dobbiamo reprimere rischia di farci diventare sempre meno umani, per questo le emozioni che rifiutiamo  andrebbero gestite  correttamente per non farle diventare esplosive e violente.

E proprio queste esplosioni di violenza e rabbia feroce e incontrollata sempre più frequenti come testimoniano gli ultimi fatti di cronaca, avvengono nella maggior parte dei casi l in quello che dovrebbe essere considerato il luogo sicuro per eccellenza a cui ritornare, la famiglia. Ciò è sintomatico di un forte malessere sociale e psicologico in cui se le difficoltà che pone davanti la vita e la società odierna (perdite di lavoro, separazioni, lutti) se non ben elaborate, possono dare adito ad importanti fragilità psicologiche che fanno sentire le persone spesso sole  e sopraffate, senza una via d’uscita. Spesso le vittime di queste situazioni di disagio sono proprio i ragazzi, che vivono un malessere emotivo o un grande vuoto affettivo che spesso non sanno come colmare, ritrovando così uno spazio emotivo sano e funzionale con cui affrontare le difficoltà che la vita pone davanti”.                            

“E’ necessario quindi ricostruire una rete intorno alle persone. Quando parliamo di rete parliamo di una sinergia di azioni volte alla prevenzione, ma anche ad un’azione concreta di sostegno e di supporto realizzata tramite le agenzie educative prima tra tutti la famiglia, seconda per ordine d’importanza la scuola e poi tutta la dimensione amicale” afferma Tania Fontanella psicoterapeuta e  responsabile dell'equipe degli psicologi e area educativa della Onlus Molino Silla di Amelia.

 

 

 

ottobre 2018


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