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Cultura e Spettacolo

10/06/2013

Pittore ed architetto, il suo “Ecce Homo” fu preferito a quello del Caravaggio

Il quattrocentesimo anniversario dalla morte di Lodovico Cardi "Il Cigoli”

A San Miniato (Pi) dal 7 giugno un anno di iniziative per celebrare la sua vita e le sue opere. Fu protagonista della Corte Medicea e amico di Galileo.


Articolo di: Fabrizio Mandorlini



Dipinse la “luna” dell’amico Galileo Galilei nella cupola di S.Maria Maggiore


L’ 8 giugno 1613, quattrocento anni fa, moriva a Roma Lodovico Cardi, conosciuto come Il Cigoli, il miglior interprete del manierismo toscano e di quel periodo che portò poi al barocco. Morì poche settimane dopo aver ottenuto uno dei riconoscimenti più ambiti della sua professione, il titolo di Cavaliere dell’Ordine di Malta e dopo aver affrescato per Papa Paolo V, tra il settembre 1610 e la fine del 1612, la cupola della cappella Paolina, in S.Maria Maggiore, dove confermò nella pittura le tesi dell’amico scenziato Galileo Galilei con cui ebbe frequenti scambi epistolari e di cui ci resta un lungo carteggio. L’affresco, di cui ricevette le alte lodi del papa e di altri pittori, è la Madonna Assunta in piedi sopra la luna e rappresenta il primo paesaggio lunare visto attraverso il telescopio di Galileo. Proprio in quella cappella Papa Francesco si recò in preghiera la mattina seguente alla sua elezione a Pontefice.

Sepolto nella chiesa di San Giovanni de’ Fiorentini a Roma, la salma del Cigoli fu traslata successivamente a Firenze in San Gaetano.



A San Miniato (Pisa) un anno di iniziative dedicate al “Cigoli”


(I primi appuntamenti) Venerdì 7 giugno (ore 21,00, San Miniato, conservatorio di Santa Chiara) si terrà l’Inaugurazione dei festeggiamenti con il concerto Il Cigoli e le musiche nella Corte Medicea. La nascita del melodramma e il recitar cantando della camerata de’ Bardi. Galilei, Caccini, Rinuccini.  L’8 giugno nella Sala consiliare  di San Miniato con inizio alle ore 10,30 ci sarà l’apertura istituzionale dell’anno del Cigoli con un Consiglio Comunale aperto al quale parteciperanno esperti d’arte, studiosi e ricercatori. Alle ore 14 si svolgerà una passeggiata sui luoghi dell’artista che si concluderà alle 17 nel palazzo comunale dove si terrà un incontro su “Il Cigoli e la sua terra d’origine”. Seguiranno altri appuntamenti fino al giugno 2014.


Le sue opere nelle gallerie più note del mondo e in tante città


Oggi del Cigoli ci restano numerose opere nei principali musei e gallerie del mondo, dagli Uffizi, alla Palatina a Firenze, al Louvre, alla Corsini nel Gabinetto naz. delle stampe, ai musei di Roma. Altre sono conservate, tra le altre, a Vienna, Monaco di Baviera, e Londra, Napoli, Washington.

Molte opere le possiamo trovare nelle chiese e nei piccoli musei di tante città toscane e italiane tra cui San Miniato, Montopoli Val d’Arno, Pontedera, Pisa, Firenze, Massa, Lucca, Livorno, Empoli, Colle Val d’Elsa, Grosseto, Pistoia, Figline Valdarno, Cortona, Arezzo, Forlì in un viaggio ideale, una sorta di “mostra” dove è il visitatore che si sposta e che dal cuore della Toscana tocca luoghi ricchi di storia e di cultura.

L’opera “La Circoncisione”, conservata all’Ermitage di San Pietroburgo, appare nel film “L’Arca Russa” di Aleksandr Sokurov, mentre “L’adorazione dei Magi” è visibile nel Barry Lyndon di Stanley Kubrick.



La vita. Partecipò al concorso per la facciata di San Pietro


Nato il 21 settembre 1559 a San Miniato nel “Castello” di Cigoli, da cui trasse l’appellativo, Lodovico Cardi si trasferì a Firenze presso la bottega di Alessandro Allori (erede del Bronzino). Stabilì la propria residenza a Firenze e fu allievo, tra gli altri, di Bernardo Buontalenti architetto della Corte Medicea. Quest’ultimo lo introdusse presso il granduca Francesco e il maestro di corte Ostilio Ricci, lo stesso che insegnò prospettiva e matematica anche a Galileo Galilei.

Col passare degli anni il Cigoli si distingue come tra i migliori interpreti del Manierismo, lasciando opere di indiscusso valore e diventando a tutti gli effetti il maggior interprete della Corte dei Medici. Gli incarichi e le commesse non gli mancano, sia come pittore che come architetto. E’ salutato dai contemporanei come il Correggio toscano e fu tra gli iniziatori del barocco fiorentino.

Interpretò nell’arte la Controriforma della chiesa cattolica, in risposta alla riforma protestante, in quel periodo storico che dalla fine del Concilio di Trento  del 1563, va fino al Seicento.

Nel 1604 alcuni importanti incarichi lo portarono a Roma. Partecipò al concorso per la realizzazione della facciata di San Pietro, dipingendo per la stessa basilica l’opera San Pietro apostolo che risana lo storpio.

Il Cigoli si confronta da protagonista con i migliori pittori del tempo. Il Cardinale Massimo commissiona contemporaneamente a tre noti artisti del momento il Passignano, il Caravaggio e il Cigoli un Ecce Homo. E’ l’opera del Cigoli, ora a Palazzo Pitti, che “vince” il concorso, la preferita dal cardinale che la tiene per sé e decide di vendere le altre.


Anche il Cigoli architetto ha lasciato la sua impronta. Tra le sue opere fiorentine si ricordano il modello per la facciata di S. Maria del Fiore, il cortile di palazzo Nonfinito, il portale dell'orto del Gaddi, i rifacimenti in S. Gaggio per Bartolomeo Corsini, palazzo Rinuccini, la cappella Guicciardini in Santa Felicita, le cappelle Doni ed Usimbardi in S. Trinita, la loggetta dei Tornaquinci.

Ma anche un primo studio per Palazzo Madama a Roma, ora sede del Senato della Repubblica. La facciata progettata da Paolo Marucelli fu iniziata nel 1642 forse su disegni del Cigoli.


Il Cardi si distinse e fu apprezzato per la realizzazione degli apparati per i momenti più importanti della Corte dei Medici. Come scenografo si occupò dei festeggiamenti per le nozze di Ferdinando I e Maria Cristina di Lorena nel 1589 e per il matrimonio di Maria de' Medici con Enrico IV nel 1600. Nel 1609 diresse la commemorazione funebre di Ferdinando I de’ Medici a Roma a San Giovanni de’ Fiorentini.


Vanto della sua terre in cui ha vissuto: Cigoli, San Miniato, Firenze e Roma, di lui resta il ricordo di una vita intensa e densa si soddisfazioni. E il rimpianto per la sua breve esistenza. Se avesse vissuto più dei suoi 54 anni sarebbe stato senza dubbio un indiscusso protagonista del barocco Romano.

 

 

 

settembre 2018


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